Cronaca
mercoledì 4 Marzo, 2026
Colpito da un paziente durante il servizio notturno: un mese di prognosi per un autista soccorritore
di Redazione
È successo a Pergine Valsugana. La Cisl Fp: «Episodio agghiacciante, non bastano le telecamere senza adeguata prevenzione»
Colpito da un pugno e finito in prognosi per un mese. È quanto accaduto a un autista soccorritore dell’Asuit, rimasto vittima di un’aggressione nella notte dello scorso 27 febbraio a Pergine Valsugana.
A raccontare la vicenda sono in una nota stampa i segretari della Cisl Fp del Trentino Beppe Pallanch e Sandro Pilotti: «Il racconto dell’episodio è agghiacciante nella sua gratuità – si legge – Mentre il nostro delegato stava cercando di soccorrere una persona e di instaurare un dialogo in un clima già teso, è stato colpito all’improvviso con un pugno all’altezza della spalla e del collo. Nonostante l’aggressione e il dolore, con altissimo senso del dovere, il collega ha terminato regolarmente il proprio turno di lavoro. Solo successivamente, a causa di vertigini, vomito e dolori acuti, si è reso necessario il ricorso al Pronto Soccorso, dove gli è stata diagnosticata la frattura della prima costola sinistra con una prognosi di trenta giorni».
Dopo aver espresso solidarietà al soccorritore, i sindacalisti denunciano una situazione giudicata non più sostenibile: «Questo episodio conferma purtroppo quanto ribadiamo da tempo – prosegue il comunicato – La sicurezza del personale non può più attendere. Non bastano le telecamere se non c’è una cultura della prevenzione e, soprattutto, se il lavoratore viene lasciato solo a gestire le conseguenze fisiche ed economiche di simili gesti. Questo ennesimo fatto di cronaca rafforza la nostra determinazione nel chiedere che la nuova Asuit non sia solo un cambio di etichetta, ma un nuovo modello di tutela. Ribadiamo con forza la necessità di prevenire attivamente i fatti, garantire il risarcimento del danno da parte dell’Azienda e superare la logica dell’emergenza perenne».
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