Vallagarina

lunedì 2 Marzo, 2026

Il virus dell’Ibr anche nelle stalle in Trentino: tra Ala ed Avio si abbatteranno 200 bovini

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Il contagio avvenuto probabilimente in Lessinia: in tutti i casi si tratta di mucche da latte

Circa duecento bovini di quattro aziende di Ala e Avio dovranno essere abbattuti perché hanno contratto la rinotracheite infettiva bovina (Ibr). Una malattia endemica causata dall’Herpesvirus, che non è trasmissibile all’uomo né può contaminare i prodotti derivanti dagli animali malati, ma che è contagiosa per i bovini e che causa febbre con gravi conseguenze all’apparato respiratorio e danni all’apparato riproduttivo dei bovini. Il primo caso dopo almeno tre-quattro anni di tranquillità era stato registrato già in autunno, ma all’inizio si era pensato a un episodio isolato. Poi a gennaio sono state colpite altre due stalle, fino all’ultimo episodio di venerdì, come ci spiega il direttore del dipartimento di Igiene e sanità pubblica veterinaria dell’Asuit Roberto Tezzele. In tutti i casi si tratta di allevamenti da latte.

Il contagio, è questa l’ipotesi più plausibile, sarebbe avvenuto per contatto tra alcuni animali di mandrie provenienti da aziende trentine e capi della zona della Lessinia di aziende operanti in Veneto. A differenza del Trentino, dove da oltre vent’anni è operativo un piano di eradicazione della malattia (così come a Bolzano, in Friuli Venezia Giulia e in Valle d’Aosta, unici altri territori di Italia), il Veneto non ha infatti mai adottato alcun piano. In provincia di Trento, invece, tutti gli allevamenti vengono testati per questa specifica malattia due volte l’anno e l’arrivo di capi da fuori provincia è consentito solo da parte di allevamenti che abbiano seguito lo stesso piano di prevenzione e profilassi. Piano che prevede che i capi positivi non possano essere spostati e debbano essere allontanati dal Trentino entro un anno per evitare l’eventuale riattivazione del virus e altre infezioni. I capi risultati positivi in autunno dovranno quindi essere abbattuti entro l’autunno di quest’anno e così via. Una situazione che preoccupa non poco le aziende della zona. Il presidente della Federazione allevatori Giacomo Broch ha chiesto che la Provincia di Trento accompagni e sostenga gli allevamenti colpiti dall’infezione nel percorso di sostituzione dei capi. A differenza di altre malattie e pur essendo obbligatorio il piano previsto dal Trentino per questa infezione, per l’Ibr non sono infatti previsti indennizzi. Broch ha chiesto inoltre di portare a termine l’interlocuzione già avviata fra i servizi veterinari delle province di Trento e Verona per monitorare, anche in vista della prossima stagione estiva, le mandrie destinate agli alpeggi della Lessinia e del Monte Baldo. La speranza, neanche a dirlo, è che non emergano nuovi casi.