Scuola
giovedì 26 Febbraio, 2026
Scuole dell’infanzia e nidi, nasce il sistema integrato 0-6 anni: il consiglio provinciale approva la riforma per la continuità educativa
di Redazione
La norma di Vanessa Masè mira a ottimizzare la gestione di spazi e risorse educative, ma divide l'Aula sui temi del progetto pedagogico e dei contratti del personale
Il Consiglio provinciale ha approvato il disegno di legge 20, proposto dalla consigliera Vanessa Masè de La Civica, che introduce ufficialmente i servizi integrati per la fascia di età compresa tra zero e sei anni. L’aula ha dato il via libera al testo con 19 voti favorevoli e 13 contrari, al termine di una seduta segnata da una complessa mediazione sugli emendamenti e da un acceso confronto tra maggioranza e opposizione. La nuova normativa mira a riorganizzare l’offerta educativa per l’infanzia, cercando di ottimizzare gli spazi e rispondere alle esigenze dei territori, sebbene le minoranze abbiano sollevato forti dubbi sulla reale tenuta pedagogica e contrattuale del sistema.
Le critiche più nette sono arrivate dagli scranni del Partito Democratico con Francesca Parolari, che ha definito il provvedimento l’epilogo di un percorso durato due legislature ma privo di una visione d’insieme. Secondo la consigliera, il testo non disciplina il Sistema integrato nel suo complesso, limitandosi a intervenire su una porzione ridotta dei servizi senza una cornice pedagogica di riferimento. Parolari ha sostenuto che sarebbe stato necessario legiferare sull’intero sistema invece di concentrarsi solo su aspetti operativi e organizzativi, sottolineando che per rispondere ai bisogni locali si sarebbero potuti attivare nidi o tagesmutter negli spazi disponibili, ma solo all’interno di un progetto educativo definito.
Sulla stessa linea si è espressa Lucia Coppola di Alleanza Verdi Sinistra, che ha ribadito la necessità di rimettere al centro i concetti di educazione e istruzione. Coppola ha contestato l’approccio del ddl, accusandolo di partire dal semplice riempimento degli spazi fisici piuttosto che da una riforma strutturale del sistema provinciale. La consigliera ha inoltre evidenziato la scarsa chiarezza su temi delicati come i profili contrattuali e ha chiesto maggiore attenzione per le fragilità e per il sostegno alle insegnanti, spesso affaticate e preoccupate per i mutamenti in corso e per la perdita di attrattività della professione.
Dalla maggioranza, Eleonora Angeli della Lista Fugatti ha espresso un convinto ringraziamento alla consigliera Masè, lodando il lungo lavoro di mediazione svolto per arrivare alla sintesi finale. Di parere opposto Francesco Valduga di Campobase, che pur riconoscendo la disponibilità al dialogo che ha permesso di migliorare il testo rispetto alla versione originale, ha motivato la contrarietà del suo gruppo con una ragione politica. Valduga ha sottolineato come il ddl sia uscito stravolto dai lavori d’aula, evidenziando le divisioni interne alla maggioranza e ribadendo che la minoranza, pur essendosi dimostrata responsabile e capace di incidere, non può avallare un percorso che non ritiene sufficientemente innovativo.
Forti perplessità sono state sollevate anche da Filippo Degasperi di Onda, secondo il quale l’obiettivo della legge sarebbe quello di separare il sistema 0-6 dal percorso d’istruzione successivo, trasformando di fatto la scuola in un mero servizio conciliativo. Degasperi ha criticato le scarse risorse finanziarie messe in campo, definendo il provvedimento una risposta a basso costo alle esigenze delle famiglie, approvata nonostante la contrarietà espressa dal personale scolastico. In chiusura, la proponente Vanessa Masè ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto, pur non nascondendo qualche amarezza per lo scontro politico, e ha ringraziato i colleghi per il contributo al dibattito.
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