Terra Madre
lunedì 23 Febbraio, 2026
Olimpiadi, l’attivista Sara Segantin: «Alla Val di Fiemme rimarrà poco: servono infrastrutture e servizi stabili, non picchi saltuari di visibilità»
di Simone Casciano
«La montagna ha bisogno di un nuovo modello di relazione con il territorio, che metta al centro la comunità e superi la monocultura del turismo dello sci»
Un’Olimpiade che non risolve i problemi della montagna e non da risposte ai bisogni delle sue popolazioni. È questo il bilancio che Sara Segantin fa di questi Giochi a 5 cerchi appena conclusi. Scrittrice, attivista ambientale e divulgatrice. La nativa della Val di Fiemme ha uno sguardo privilegiato sul passaggio dell’Olimpiade nella sua terra. Passaggio sembra proprio essere il termine giusto secondo Segantin, un evento che è arrivato, che ora se ne va, e al territorio lascia poco.
Sara, Olimpiadi di casa. Sei riuscita a passare dalla “tua” Val di Fiemme? Se no, hai parlato con le persone del posto, cosa ti dicono dell’evento?
«L’ho evitata, francamente, durante il periodo dei Giochi, anc...
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