l'editoriale
Salari reali e fiscalità: cosa cambia
di Andrea Fracasso
Dovrebbe essere il mercato del lavoro tramite la contrattazione, e non il governo tramite la tassazione, a far sì che una quota maggiore del valore aggiunto vada a lavoratrici e lavoratori, in modo particolare nei settori e nelle imprese che hanno realizzato elevati profitti grazie ad attività soggette a limitata concorrenza
l'editoriale
Sicurezza senza umanità
di Simone Casalini
Il «sorvegliare e punire» di Michel Foucault è transitato nel «rinchiudere ed espellere» perché oggi il soggetto del castigo non è più il delinquente comune, ma il migrante. Che reca con sé una doppia colpa: essersi affacciato nel continente sbagliato e mostrare segni di devianza
l'editoriale
Sinner e la palla in tribuna
di Lorenzo Fabiano
Il mondo dello sport va a braccetto con il business curandosi più dell’Iban che del cuore. Forse è già tardi per recuperare i buoi che son scappati dalle stalle, ma è proprio il paradigma dello sport che andrebbe ripensato e riscritto per riportarlo nei binari del raziocinio e dell’empatia perduta
l'editoriale
La lezione incompresa di Draghi
di Andrea Fracasso
L’unità europea è necessaria perché i settori economici e le tecnologie strategiche che determineranno competitività, sicurezza e ricchezza in futuro sono caratterizzati da economie di scala e rete. Questo richiede di sfruttare la ‘scala’ dell’Ue attraverso l’integrazione reale di mercati, politiche e finanziamenti.
l'editoriale
Forza e dilemmi di una piazza
di Simone Casalini
La destra è in difficoltà anche per una ragione storica: il suo sostegno alla causa palestinese. L’impossibilità di contrastare fino in fondo Israele con l’adozione di sanzioni e l’impossibilità di sostenere una ragionevole conclusione della violenza è tutta, dunque, nella storia più recente
l'editoriale
Le guerre d’attrito uomo-natura
di Flaviano Zandonai*
La maggior parte di questi conflitti si basa sostanzialmente sul lento esaurimento delle risorse dell'avversario. Un approccio che nel caso della natura non ci possiamo permettere perché significherebbe banalmente (e in qualche caso letteralmente) farci franare la terra sotto i piedi