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mercoledì 30 Settembre, 2026

Volo Flydubai, cos’è successo a bordo: l’aggressione, il tentativo di dirottamento e l’ipotesi terrorismo

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L'ipotesi di una rissa tra un cittadino ucraino e uno russo è stata smentita

Una perdita di quota di circa 14 mila piedi, oltre 4.200 metri, in meno di trenta secondi. È uno degli elementi al centro dell’inchiesta sull’incidente che ha coinvolto un Boeing 737 Max della Flydubai, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, costretto ad atterrare a Tabuk, in Arabia Saudita. Le autorità saudite stanno trattando l’episodio come un possibile «hijack», un dirottamento. mentre resta da chiarire che cosa sia realmente accaduto nella cabina di pilotaggio.

Tra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori ci sarebbe quella di un tentativo da parte di uno dei piloti di assumere il controllo dell’aereo. Non è ancora chiaro, invece, se si sia trattato di un gesto riconducibile a un tentativo di suicidio oppure di un’azione con finalità terroristiche. Le informazioni disponibili sono ancora preliminari e vengono ricostruite dagli investigatori anche sulla base delle testimonianze raccolte.

La violenta perdita di quota

Il volo FZ1073 è decollato da Dubai alle 7.05 ora locale, le 5.05 in Italia. Alle 9.21 i sistemi di monitoraggio hanno iniziato a registrare variazioni di quota. Un minuto più tardi il Boeing avrebbe perso circa 14 mila piedi, pari a 4.267 metri, in meno di trenta secondi.

Una discesa estremamente rapida, che secondo le prime valutazioni potrebbe essere collegata anche ai danni riportati nella parte posteriore dell’aereo.

Alle 9.31 il velivolo ha trasmesso un codice di emergenza 7700, utilizzato per segnalare una situazione anomala di carattere generale. Alle 9.38 è comparso invece il codice 7500, quello associato a un dirottamento, prima che l’aereo tornasse nuovamente a trasmettere il 7700. L’emergenza è stata rilevata dalle autorità saudite, giordane e israeliane.

Il sospetto di un intervento dalla cabina di pilotaggio

Secondo le ricostruzioni riportate da fonti aeronautiche occidentali e le valutazioni di alcuni comandanti consultati, in quella fase del volo il Boeing avrebbe dovuto procedere con il pilota automatico. Il rapido cambiamento di quota potrebbe quindi essere riconducibile, secondo questa ricostruzione, a un intervento manuale.

Tra gli elementi ancora al vaglio c’è anche quanto sarebbe avvenuto nella cabina di pilotaggio. Secondo le prime informazioni, il primo ufficiale, di nazionalità omanita, avrebbe tentato di assumere il controllo del velivolo e il comandante, emiratino, sarebbe rimasto ferito. La dinamica deve però essere ancora ricostruita e verificata dalle autorità. È stata così smentita la voce della cittadinanza ucraina e russa dei piloti, il motivo che avrebbe fatto scattare la lite.

A bordo anche due agenti israeliani

Sul volo si trovavano inoltre almeno due «air marshal» israeliani, agenti incaricati della sicurezza su alcune rotte considerate sensibili. Secondo le ricostruzioni preliminari, sarebbero intervenuti durante la colluttazione nella cabina di pilotaggio, contribuendo a impedire che il primo ufficiale mantenesse il controllo dell’aereo.

A bordo si trovava anche altro personale di volo diretto a Tel Aviv per prendere servizio. Sarebbero stati questi piloti, secondo quanto riferito dalle fonti citate, a contribuire alla gestione del velivolo e alla sua conduzione verso un aeroporto sicuro.

L’atterraggio a Tabuk

Nel frattempo due caccia israeliani sarebbero decollati per monitorare la situazione. Al Boeing è stato impedito di proseguire verso Israele e, secondo le ricostruzioni disponibili, anche lo spazio aereo giordano non era utilizzabile.

L’equipaggio ha quindi indirizzato il velivolo verso Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, dove l’aereo è atterrato intorno alle 10.45 ora locale, le 8.45 in Italia.

A bordo c’erano 174 passeggeri, tra cui 27 bambini. Flydubai ha confermato in una nota che durante il volo si è verificato un «incidente», senza fornire ulteriori dettagli sulla dinamica.

Israele ha inoltre annunciato l’invio di un proprio aereo militare per riportare i passeggeri a Tel Aviv.

Cosa rimane da chiarire

Restano ora da accertare le cause della brusca perdita di quota, la dinamica dell’eventuale colluttazione in cabina e l’origine dei danni riportati nella parte posteriore del Boeing.

Soprattutto, gli investigatori dovranno stabilire se quanto accaduto sia riconducibile a un’emergenza tecnica, a un gesto deliberato di uno dei piloti oppure a un’azione con finalità terroristiche. Al momento si tratta di ipotesi investigative ancora da verificare.

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