La storia

giovedì 30 Luglio, 2026

Viaggiare da sola, ma in gruppo. Nicole e le vacanze che trasformano sconosciuti in una famiglia. «Fatelo, le amicizie restano»

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Dai parchi americani all'Islanda, dal Giappone al Sudafrica, la trentenne racconta perché ha scelto i viaggi di gruppo

Arizona, Islanda, Sri Lanka, Perù, Marocco, Giappone, Lapponia sono solo alcuni dei luoghi che ha visitato Nicole. Classe 1992, un gran sorriso e l’entusiasmo di scoprire il mondo senza fermarsi mai. L’avventura della giovane donna trentina è iniziata in America e non si è ancora conclusa.
Com’è stato il tuo primo viaggio di gruppo?
«Il primo viaggio è il classico che non si scorda mai: i parchi americani. Nonostante il mio carattere espansivo, avevo timore di non andare d’accordo con gli altri o che la dinamica di gruppo non mi piacesse e invece è una cosa che consiglio a tutti di fare. Ti metti alla prova con te stesso, con le tue emozioni e pensieri e soprattutto trovi amici che ti porterai dietro negli anni».
Perché hai scelto questa modalità per viaggiare e come funziona?
«Ho scelto i viaggi di gruppo innanzitutto perché volevo conoscere gente nuova e diversa da quella che frequento, perché ai miei amici non piace la modalità on the road e perché affrontare alcuni paesi da sola mi spaventava. Il viaggio di gruppo funziona così: una settimana prima della partenza viene creato il gruppo WhatsApp dove ci si conosce, si fanno domande se si hanno dubbi o curiosità, il coordinatore spiega cosa aspettarsi dal viaggio e consiglia l’abbigliamento più adatto da portare con sé».
Quali Paesi e località hai visitato finora?
«I paesi che ho visitato sono stati i parchi americani in Utah, Nevada, Arizona e California, e poi Islanda, Sri Lanka, Perù, Marocco, Giappone, Lapponia svedese e Sudafrica».
Ci sono dei ricordi che porti ancora con te a distanza di tempo?
«Di ogni viaggio porto con me tutte le emozioni: dalle lacrime vedendo l’aurora boreale, all’immensità del Grand Canyon, ai cuccioli di leone nella Savana, il sushi vero mangiato all’aperto. Ogni viaggio mi lascia emozioni diverse sia per i luoghi sia per le persone e il gruppo che diventa una piccola famiglia durante il viaggio».
Cosa ti hanno insegnato queste esperienze di viaggio?
«Sicuramente ho imparato ad apprezzare la vita, a fare le cose che voglio senza dover aspettare qualcuno, a conoscere e rispettare la diversità dei paesi visitati. Che tante ansie e paranoie alla fine non servono a nulla, a condividere, a riflettere e soprattutto a vivere a pieno tante cose che diamo per scontate».
Da viaggiatrice in solitaria ti sei mai sentita a disagio o in pericolo?
«Sinceramente no, anche perché nei viaggi da sola faccio sempre tante ricerche su zone da evitare e magari evito di uscire la sera tardi da sola. Non ho mai percepito un pericolo vero e proprio».
Qual è stato il tuo viaggio più bello e perché?
«Ogni viaggio mi ha lasciato qualcosa, ma amo la natura quindi in assoluto Islanda e Sudafrica li ho nel cuore. L’Islanda perché la prima aurora boreale non si scorda mai. I colori che ballano in cielo, l’atmosfera che si crea, il silenzio dei paesaggi, l’immensità delle cascate, sono cose inspiegabili. Il Sudafrica invece perché vedere gli animali liberi nel proprio habitat, compresi i pinguini dal vivo, la natura fare il suo corso, i colori della costa, le albe e i tramonti di quella terra è stato uno spettacolo».
Cosa consiglieresti a una persona che vorrebbe intraprendere questa esperienza, ma ha il timore di partire da solo o da sola?
«Di buttarsi, di farlo, di non aver paura. Si ride, si scherza, si piange ci si emoziona e si vive un’esperienza inimmaginabile. Si conosce gente in giro per il mondo con cui fare altri viaggi e vivere altre avventure. Si creano dei legami assurdi. Niente rimpianti o rimorsi, buttatevi!».

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