Politica
mercoledì 4 Febbraio, 2026
Vannacci ufficializza l’adieu alla Lega e Fugatti ci brinda su: «Estraneo al partito»
di Donatello Baldo
Soddisfazione nel Carroccio trentino per la rottura tra il generale e Salvini: «Chi non rispetta le regole finisce fuori»
Ufficialmente, il brindisi di ieri alla conclusione dei lavori del Consiglio provinciale era dovuto al via libera all’uscita della Valdastico a Trento Sud. Ma i leghisti hanno brindato anche a un’altra uscita, quella di Vannacci dai ranghi del Carroccio.
Fugatti alza il calice ben volentieri: «Il generale era un corpo estraneo nella Lega». E aggiunge, una frase che sembra un epitaffio: «In Lega chi non rispetta le regole del movimento prima o poi finisce fuori», mostrando tranquillità rispetto al travaso di voti che il partito di Vannacci potrebbe causare al partito di Salvini.
Fugatti brinda, e con lui c’erano ieri i due leghisti della Valsugana, Roberto Paccher e Stefania Segnana con l’esponente della Lista Fugatti Antonella Brunet. A modo suo brinda anche il capogruppo del Carroccio in Consiglio provinciale Mirko Bisesti, che su Facebook pubblica un post in cui ricorda le parole che affidò mesi fa a questo giornale: «Dissi che non avrei votato Vannacci. A distanza di quasi due anni, la cosa più interessante non è il tempo passato — afferma — ma la motivazione che diedi allora». Allora diceva che «chi ha deciso di candidarlo avrà le sue ragioni», ma che non avrebbe scritto il suo nome sulla scheda del voto per le elezioni europee. «Io voterò chi conosco — disse — per chi ha già dimostrato di lavorare bene in Europa, non per se stesso». E ora spiega: «Io continuo a credere in una cosa molto semplice: contano i fatti, non il rumore. Conta chi costruisce, non chi divide. Conta chi porta idee e responsabilità, non i signor sì. Né chi sceglie il silenzio comodo».
Un passaggio, quest’ultimo, che forse è riferito anche a qualcuno che nella Lega non ha espresso i suoi dubbi sul generale. Chissà. Meno criptico quest’ultimo passaggio: «La politica ha valore solo quando smette di parlare di sé e ricomincia a lavorare per qualcosa di più grande» E cin-cin.