Salute
martedì 14 Luglio, 2026
Vallelaghi, il medico va in pensione. Il comune si attiva con la guardia medica: «Soluzione provvisoria»
di Massimiliano Moser
L'ambulatorio di riferimento è Trento Nord, ma previste aperture anche a Vezzano, Padergnone e Calavino
Dopo il pensionamento del medico di medicina generale Francesco Barbieri, avvenuto il 30 giugno scorso, almeno 1500 cittadini della Valle dei Laghi sono rimasti senza medico di base. Per far fronte all’emergenza, l’amministrazione comunale di Vallelaghi, in collaborazione con l’Asuit e la Provincia, ha attivato un servizio temporaneo di guardia medica diurna. «Ne abbiamo parlato anche in consiglio comunale settimana scorsa – comunica il sindaco di Vallelaghi Lorenzo Miori – ma prima di tutto va detto che non è una competenza che spetta soltanto al Comune, ma ci siamo mossi per cercare di garantire comunque dei servizi ai cittadini. Abbiamo avviato un confronto con Asuit e Provincia e, in questo momento di emergenza, che speriamo duri soltanto qualche mese, è stato attivato un servizio di guardia medica diurna che andrà a coprire l’assenza del dottor Barbieri». Il servizio consentirà ai cittadini di prenotare una visita chiamando il numero della guardia medica. «Le persone potranno telefonare, fissare un appuntamento e recarsi all’ambulatorio. Per diversi blocchi il servizio sarà garantito alla nuova Casa della Comunità di Trento Nord, ma abbiamo attivato delle aperture anche negli ambulatori di Vezzano, Padergnone e Calavino, così da assicurare una presenza continuativa durante la settimana», continua Miori.
Secondo il sindaco, si tratta di una soluzione pensata per limitare i disagi soprattutto alla popolazione più anziana: «Dovevamo trovare una copertura per tutti i pazienti rimasti senza medico, e mantenere gli ambulatori sul territorio significa favorire in particolare le persone anziane. Riteniamo che questa sia una soluzione adeguata per un periodo di emergenza, e non può protrarsi per anni». L’obiettivo, come sottolinea Miori, resta comunque quello di arrivare quanto prima all’assegnazione di un nuovo medico di medicina generale. «La situazione è critica un po’ ovunque – aggiunge Miori – speriamo che nel giro di poco tempo possa arrivare un nuovo medico di base». Sul fronte del reclutamento, però, le difficoltà restano. «Sono stati banditi numerosi posti nelle zone rimaste scoperte, ma si sono presentati soltanto pochi medici. Da quello che mi è stato riferito sembrerebbe però esserci qualcuno interessato anche alla nostra zona, ma al momento non c’è ancora nulla di ufficiale», conclude il sindaco.