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sabato 27 Giugno, 2026

Val Genova, concluso il recupero dei 150 escursionisti bloccati: ecco le immagini dei soccorsi dopo la maxi frana di detriti

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Il violento temporale pomeridiano ha gonfiato il Rio Dosson e isolato la zona di Malga Bedole

Le complesse operazioni di soccorso in Val di Genova si avviano verso la conclusione. Sono terminate in serata le fasi di evacuazione dei circa 150 escursionisti rimasti isolati a monte dell’imponente colata detritica che ha colpito la valle nel pomeriggio. Le immagini catturano lo sforzo della macchina dei soccorsi, capace di mettere in sicurezza e riportare a valle tutte le persone coinvolte senza registrare alcun ferito.

L’allarme era scattato intorno alle 16.15, innescato da un violento e improvviso temporale. La bomba d’acqua ha ingrossato in pochi minuti il Rio Dosson, nel territorio di Strembo, facendo precipitare una consistente massa di fango, rocce e detriti sulla strada forestale che collega la Val di Genova a Malga Bedole. L’interruzione della viabilità di fondovalle ha di fatto bloccato oltre un centinaio di turisti e alpinisti che si trovavano nei pressi della malga e dell’omonimo rifugio soprastante.

Il piano per far rientrare le persone ha richiesto un importante coordinamento logistico. Dodici operatori del Soccorso Alpino della Stazione di Pinzolo, affiancati dai Vigili del Fuoco volontari di Strembo e Carisolo, hanno raggiunto gli escursionisti bloccati, aiutandoli ad attraversare in sicurezza il tratto coperto dai detriti fino alla località Caret. Da quel punto, tre navette dedicate hanno fatto la spola per tutto il tardo pomeriggio per trasferire in modo rapido e sicuro le persone fino ai rispettivi punti di partenza a Pinzolo.

Fin dai primi istanti un primo sorvolo dell’elicottero ha permesso di escludere la presenza di feriti o di auto coinvolte sotto lo smottamento. In serata, intorno alle 19.00, l’elicottero di lavoro è tornato in quota per sbarcare alcuni soccorritori incaricati di percorrere in discesa il sentiero 212, che scende dai rifugi Lobbie e Mandrone, assicurandosi così che nessun alpinista fosse rimasto isolato lungo i tracciati più alti. Sul posto è intervenuta anche un’unità cinofila del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza per effettuare la bonifica e l’ispezione finale della massa detritica, confermando che il fenomeno è ormai esaurito.

Escluso il pericolo per le persone, l’attenzione ora si sposta sui danni infrastrutturali e sui rischi legati al meteo. La Val di Genova rimane provvisoriamente chiusa all’altezza di Caret. Nella giornata di domani, in cui permane l’allerta per possibili nuovi rovesci temporaleschi che potrebbero mettere a rischio i corsi d’acqua Cercen e Gabbiolo, è programmato alle ore 12.00 un vertice con il Servizio Bacini montani della Provincia. L’obiettivo dei tecnici è quello di intervenire con le pale meccaniche per liberare la forestale, ripristinando in sicurezza l’accesso alla parte alta della valle non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno.