Allo scontro
venerdì 1 Maggio, 2026
Trento e Rovereto favorevoli alla quotazione di Dolomiti Energia. E il Pd striglia i sindaci: «Adeguatevi alla linea»
di Donatello Baldo
Alta tensione Pd-Ianeselli: «Fermati o saranno guai». Il primo cittadino e la collega Giulia Robol hanno fatto capire di essere favorevoli all’apertura della società al mercato azionario
Non siamo di fronte al solito vivace dibattito interno alla sinistra sui massimi sistemi. «Questa è una una questione delicata», dicono i dem. E molto concreta: in ballo ci sono milioni e milioni di euro. Mica spiccioli. «In ballo c’è la più grande società pubblica trentina, in ballo c’è una scelta strategica, c’è l’acqua bene comune». Ci si divide, insomma, sulla quotazione di Dolomiti Energia in Borsa. Il Comune di Trento e di Rovereto sono soci, assieme alla Provincia: Franco Ianeselli e Giulia Robol hanno fatto capire di essere favorevoli all’apertura della società al mercato azionario, e comunque di approfondire questa prospettiva. Ma la posizione dei due sindaci di centrosinistra si scontra con la posizione del gruppo del Pd in Consilgio provinciale, con Manica capogruppo e portavoce dell’irritazione per questa divaricazione di linea. Ma, appunto, chi dà la linea? Trento e Rovereto rispondono ai loro Consigli comunali che poi danno mandato ai sindaci per cosa dire e fare in sede di cda di Dolomiti Energia. «La questione è politica», dicono però i dem. E lo hanno detto apertis verbis in una direzione del partito provinciale che ha convocato i due amministratori una decina di giorni fa: «Abbiamo letto sui giornali di questa volontà di arrivare a breve a una quotazione in Borsa, non è ammissibile. Ne parlate da un anno e noi non sappiamo niente». Anche perché, ha fatto notare qualcuno, «è il Pd ad avere la maggioranza relativa nei due Consigli comunali». E la linea del Pd è quella di aspettare, di non decidere ora, di attendere che concluda i propri lavori la commissione d’indagine su Dolomiti Energia istituita dal Consiglio provinciale e presieduta dal dem Andrea de Bertolini, ma soprattutto che arrivi il 2029 e si capisca se resteranno a Dolomiti Energia le concessioni. L’accusa, insomma, è che «Ianeselli e Robol vogliano accelerare». Da qui la richiesta di tirare il freno a mano. Loro, i sindaci, avrebbero provato a spiegare nel corso della riunione della direzione convocata ad hoc che «si tratta di una questione nota, che non c’è stata accelerazione». Come a dire: siete voi che vi svegliate ora, e a riprova girano nelle chat che ribadiscono la posizione dei sindaci gli articoli di giornale del marzo del 2025 in cui l’amministratore delegato Stefano Granella svelava l’obiettivo della quotazione. Da Palazzo Geremia fanno sapere che «c’era e c’è tutta la volontà di spiegare i benefici di questa operazione, entrando nel merito». Ianeselli avrebbe provato a spiegare ai dem che «una quotazione aumenterebbe di molto il capitale, quindi i finanziamenti per gli investimenti, e di conseguenza la società diverrebbe ancora più attrattiva e si rafforzerebbe, con la possibilità di un azionariato popolare e un aumento della presenza dei soci pubblici nel cda». Ma niente, sembra che le posizioni restino distanti. A Ianeselli c’è chi gli ha voluto ricordare che si vota per le elezioni provinciali nel 2028, che se correrà per la presidenza della Provincia dipenderà anche da come si pone rispetto alla linea del Pd sulla quotazione in Borsa di Dolomiti Energia. Insomma: o con noi o contro di noi. Palazzo Geremia non conferma e non smentisce. «Stiamo chiedendo al sindaco di iscriversi al Pd», dice un esponente riformista di lungo corso. Una risposta che sembra fuori tema ma che invece centra l’obiettivo: «Se finalmente si deciderà di discutere nel merito il sindaco deve farsi trovare nel posto giusto». E da dentro il partito sarebbe un’altra cosa: un conto è scaricare un sindaco, un conto è mettersi contro a «uno dei nostri».