Cronaca
domenica 30 Agosto, 2026
Trento capitale della ricerca sull’IA: 220 scienziati da 33 Paesi per il futuro dell’intelligenza artificiale
di Davide Franzinelli
Per cinque giorni l’Università di Trento ospita la conferenza internazionale Ppsn 2026: 165 ricerche su IA, robotica, calcolo evolutivo e cybersecurity
Trento capitale internazionale della ricerca sull’intelligenza artificiale. Per cinque giorni Trento sarà al centro del dibattito internazionale sull’intelligenza artificiale, il calcolo evolutivo e i sistemi di ottimizzazione ispirati alla natura con la diciannovesima edizione di Parallel Problem Solving From Nature 2026, una delle conferenze scientifiche più importanti e longeve al mondo in questo settore. L’evento porta in città una comunità scientifica di 220 ricercatori e ricercatrici di altissimo profilo, attivamente partecipe attraverso la presentazione di 165 lavori selezionati tra 527 proposte, pubblicati nella prestigiosa collana Lncs di Springer, che l’Ateneo di Trento e in particolare il Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione (Disi) saranno pronti ad accogliere.
Raccontiamo ora da vicino la nostra mattinata alla prima delle cinque giornate, distinta da dialoghi interessanti con giovani ricercatrici e ricercatori proveniente non solo dall’Italia ma da tutto il mondo. Durante la pausa caffè, tra una sessione e l’altra, conosciamo da vicino alcuni dei protagonisti, ascoltando le loro sensazioni e le loro aspettative per questo grande appuntamento. Parliamo con due ricercatrici italiane, che conducono attualmente le loro carriere universitarie al di fuori dell’Italia: Giorgia Nadizar (University of Tolouse Capitole, Francia) e Elena Raponi (Leiden University, Paesi Bassi).
«Sono molto contenta – commenta Raponi – che questo grande evento sia arrivato in Italia, oltre che rappresentare un motivo di orgoglio per il nostro paese. Occasioni di questo tipo permettono un denso scambio di idee e prospettive di ricerca». Si percepisce un forte senso di comunità, che Trento accoglie in maniera vincente. «Secondo me la città di Trento si presta bene a questo tipo di format. Il suo centro raccolto è l’ideale per re-incontrarsi, tra ricercatori, e portare avanti discussioni affrontate durante la giornata, anche in maniera più informale», racconta Nadizar. Un grande risultato, dunque, quello dell’Università di Trento. Infatti, nel corso delle cinque giornate, ben 220 ricercatrici e ricercatori, provenienti da 33 Paesi sono stati ospitati all’ombra del Bondone. Continuando la nostra visita all’interno di Trento Fiere, abbiamo modo infatti di confrontarci, persino con ricercatori provenienti direttamente dal Giappone, entrando sempre più in un’atmosfera tutta internazionale. Masahiro Nomura e Ryoki Hamano sono tra i rappresentati asiatici ad aver presentato un paper di ricerca in occasione dell’evento. «Questo evento rappresenta una grande occasione per presentare il nostro lavoro – ci dice Nomura dell’Institute of Science Tokyo -, ma anche per conoscere una città e un paese mai visitati prima. Rispetto ai nostri colleghi intendiamo proporre un modello teoretico di analisi computazionale e non esclusivamente empirico». Negli ultimi tre giorni del convegno tutti i ricercatori partecipanti avranno infatti l’occasione di presentare e discutere i propri lavori.
Dai Large language models integrati con il calcolo evolutivo, all’ottimizzazione quantistica, passando per la robotica fino all’apprendimento per rinforzo e alla neuro-evoluzione. Grande spazio sarà dato anche al rapporto tra intelligenza artificiale e cybersecurity, e alla sua evoluzione nel tempo. Assistendo alla sessione, presieduta dal professor Domagoj Jakobovic (University of Zagreb), è chiaro quanto l’intelligenza artificiale, attraverso l’introduzione di nuove tecnologie e modelli di analisi dei dati abbia rafforzato l’efficienza della sicurezza informatica, senza però arginare totalmente il rischio di attacchi hacker. Conferenze di questo tipo dimostrano quindi l’importanza di risposte sempre più chiare in merito a tematiche che riguardano la sicurezza informatica in rapporto all’intelligenza artificiale, che tocca anche la nostra quotidianità.
Presente alla prima della cinque giornate anche Giovanni Iacca, General Chair dell’evento, nonché professore del Disi: «avere la possibilità di ospitare un evento di questa caratura scientifica certifica la centralità del nostro ateneo in un’area di ricerca fortemente innovativa come quella dei sistemi di ottimizzazione bio-ispirati». Questa edizione in particolar modo, spiega il professor Iacca «si distingue dalle precedenti edizioni, soprattutto per il numero di proposte di ricerca presentate al convegno, quasi raddoppiato rispetto agli anni passati».
La scelta di Trento come sede della conferenza conferma così il ruolo internazionale dell’ateneo e della città in un ambito strategico e in rapida evoluzione, rafforzandone la vocazione a essere luogo di incontro, ricerca e confronto sui temi che stanno definendo il futuro dell’intelligenza artificiale.
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