Il progetto
martedì 29 Settembre, 2026
Trento, all’ex Atesina un murales dedicato all’affido: una farfalla con «Ali di vetro temperato»
di Redazione
L’opera è stata realizzata dai ragazzi e dalle ragazze del Gruppo Adolescenti Affido. Il murales racconta attraverso l’arte trasformazione, crescita e resilienza
Una farfalla dalle «Ali di vetro temperato» per raccontare la trasformazione, la crescita e la resilienza. È il murales inaugurato oggi, lunedì 28 settembre, agli Spazi ex Atesina di via Marconi 3, a Trento, realizzato dai ragazzi e dalle ragazze coinvolti in esperienze di affidamento familiare e adozione nell’ambito della Settimana dell’Accoglienza.
L’iniziativa si inserisce nella dodicesima edizione della Settimana dell’Accoglienza, promossa dalla Federazione Regionale Trentino-Alto Adige/Südtirol del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti e in programma dal 25 settembre al 3 ottobre 2026. La manifestazione affronta il tema del diritto di tutte le persone di muoversi in libertà, con particolare attenzione ai bambini, agli anziani e alle persone appartenenti alle categorie più indifese, attraverso una costruzione collettiva e partecipata fatta di reti e sinergie sul territorio.
All’inaugurazione erano presenti l’assessore alla salute e politiche sociali Mario Tonina, la vicesindaca del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli, la direttrice dell’Ufficio età evolutiva e Centro per l’infanzia Elisabetta Cenci, la presidente della Comunità «Il Seme» Manuela Zaninotto, Cristina Stroppa, che ha accompagnato insieme agli educatori il percorso dei ragazzi e delle ragazze coinvolti, e l’artista Lorena Martinello.
«Questo murales, realizzato presso l’area ex Atesina nel quartiere dei Solteri a Trento, è l’esito del percorso del Gruppo Adolescenti Affido, nato dalla collaborazione tra i servizi provinciali dell’Ufficio età evolutiva e il terzo settore, con le cooperative Progetto 92 e Incontra», ha detto l’assessore Tonina. «La farfalla dalle ali di vetro temperato racconta la forza straordinaria dei ragazzi, la loro capacità di trasformazione e una fragilità che sa farsi risorsa e bellezza condivisa».
Per Tonina, l’opera rappresenta anche «la dimostrazione concreta di come il lavoro coordinato tra famiglie affidatarie, assistenti sociali, educatori e volontari renda l’affidamento familiare una responsabilità collettiva e offra ai nostri giovani uno spazio sicuro da cui guardare al futuro con fiducia».
«Sono felice di essere qui, perché questo momento rappresenta la continuità di un percorso fatto insieme ai ragazzi», ha aggiunto la vicesindaca Bozzarelli, portando i saluti del sindaco Franco Ianeselli. «Abbiamo chiesto loro di immaginare e raccontare la città di Trento, approfittando di un’occasione come la Settimana dell’accoglienza per vivere questo spazio dell’ex Atesina come un luogo di comunità, da rendere sempre più bello e accogliente».
«E una comunità, in fondo, è una famiglia: fatta da chi sceglie di esserci, di partecipare e di prendersene cura», ha concluso.
Il percorso del Gruppo Adolescenti Affido
La realizzazione del murales è il risultato del percorso svolto durante l’anno scolastico 2025-2026 dal Gruppo Adolescenti Affido, all’interno delle attività di supporto e accompagnamento ai progetti dell’équipe provinciale affido e adozione dell’Ufficio età evolutiva e Centro per l’Infanzia del Servizio Politiche sociali della Provincia autonoma di Trento.
Negli ultimi anni, il Servizio ha accompagnato una media costante di 90 percorsi di affidamento all’anno, creando ponti e relazioni con altrettante famiglie affidatarie. A fronte di questa stabilità, si registra un trend in crescita per gli affidi parentali, aumentati di oltre la metà dal 2022 a oggi, fino a raggiungere circa una trentina di percorsi.
Sono invece 5 i bambini che oggi sono in attesa di una famiglia che li possa accogliere e accompagnare in un percorso di crescita e protezione.
L’équipe provinciale affido e adozione accompagna i progetti di ciascun bambino attraverso percorsi di formazione, accompagnamento e sostegno, con una partecipazione sempre più attiva e continuativa delle famiglie.
La Cooperativa Progetto 92, a cui è affidata la gestione delle attività in partenariato con la Cooperativa Incontra dal 1° febbraio 2025, ha accompagnato il percorso del gruppo. È stato uno spazio di incontro e confronto che ha permesso ai ragazzi e alle ragazze coinvolti in esperienze di affidamento di riflettere sul proprio vissuto attraverso attività espressive, immagini-stimolo e momenti di dialogo.
Il confronto tra pari ha favorito la costruzione di un linguaggio comune, valorizzando le diverse storie personali ed evidenziando gli elementi condivisi. Nella fase conclusiva del percorso, con il supporto della dottoressa Lorena Martinello, illustratrice ed esperta di lavoro di comunità, i contenuti emersi sono stati tradotti in un’opera artistica collettiva.
La farfalla e le «Ali di vetro temperato»
Il titolo dell’opera è stato scelto direttamente dai partecipanti. L’immagine rappresenta simbolicamente cambiamento, crescita e resilienza: la farfalla richiama il processo di trasformazione, mentre le ali di vetro temperato evocano una fragilità apparente che racchiude, allo stesso tempo, una straordinaria forza e la capacità di resistere alle difficoltà.
Sono tante le frasi che accompagnano idealmente il progetto e che sono state raffigurate sul muro. Una, in particolare, è stata riportata all’interno della farfalla: «Se lo vorrai troverai un modo. Se non lo vorrai troverai una scusa».
Un’opera per il quartiere
Lo scorso 12 settembre l’opera è stata impressa sui muri degli spazi dell’ex Atesina. Alla realizzazione hanno partecipato, insieme ai ragazzi del Gruppo Adolescenti Affido, anche i ragazzi adottati, le famiglie affidatarie, gli operatori dell’équipe provinciale affido e adozione e i volontari della Cooperativa Progetto 92.
L’iniziativa si è sviluppata in dialogo con la Circoscrizione Solteri, il Comitato di quartiere e le associazioni attive sul territorio, in particolare l’Associazione Il Seme.
Il murales rappresenta così l’esito di un percorso educativo e, al tempo stesso, una restituzione pubblica dell’esperienza vissuta dai ragazzi. Attraverso l’arte, il progetto ha dato visibilità alla loro voce e ha contribuito a valorizzare uno spazio condiviso del quartiere.
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