Concerti

mercoledì 27 Marzo, 2024

Trentino Music Arena, il direttore del Santa Chiara Ongaro: «Sarà un’estate per giovani e giovanissimi»

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Il numero uno dell'ente culturale: «Per i nomi è presto, tanti discorsi aperti, ma siamo pronti»

«Se vuoi i nomi grandissimi, devi lavorare oggi per il 2026, se vuoi i nomi grandi lavori oggi per il 2025, ma per questa estate si può comunque vare un buon lavoro che porti artisti validi, capaci di richiamare migliaia di persone e di generare cultura che è sempre il primo obiettivo», comincia così il ragionamento del direttore del Centro servizi culturali Santa Chiara, Massimo Ongaro, sulle potenzialità della Trentino Music Arena in vista dell’estate. Come scritto sul «T» di ieri la Provincia sta pensando infatti di affidare direttamente ad esso la programmazione estiva dei concerti a San Vincenzo. «Sono ancora solo delle ipotesi – si schermisce Ongaro – A cui spero però verrà data presto conferma in modo da iniziare a lavorare quanto prima». Inutile quindi provare a chiedere ora a Ongaro nomi per l’estate. «Ghali lo conosco poco. Angelina Mango so solo che è la figlia di Mango» dice lui e chissà se è vero o se è tutta pretattica.
Direttore il Santa Chiara organizza ogni anno una lunga programmazione fatta di teatro, opera, balletto e tanto altro. Anche i concerti estivi a Trento sud sono nelle sue corde?
«Le corde del Santa Chiara sono tese a fare tutto ciò di cui ci occupiamo realizzandolo in un quadro di sostenibilità e impiego oculato delle risorse messe a disposizione. Quindi qualunque progetto sulla Trentino Music Arena, dovrà essere delineato con grande attenzione agli aspetti economici, occupazionali, perché richiede grande lavoro, e dell’impatto di una proposta culturale, magari orientata a giovani e giovanissimi. Non partiamo da zero, noi abbiamo seguito puntualmente il lavoro fatto da Edg un anno fa e l’eredità di quel percorso può essere utile».
Parlava di giovani e giovanissimi, pensa che puntare su un’offerta per queste categorie sarebbe la formula giusta?
«Sì, già l’anno scorso le manifestazioni dedicate a loro in quello spazio sono andate molto bene. Penso al concerto di Mr Rain, ma non solo. Sono numeri che ci dicono che c’è un pubblico che ha bisogno di un’offerta dedicata».
Sul «T» di ieri si scriveva che la Provincia sta pensando a ridisegnare l’Arena, per darle una dimensione di circa 10/20mila persone, è così?
«Questo è uno dei punti su cui si sta lavorando. Perché chiunque vada a gestire l’area, se avrà uno spazio a disposizione che è meglio delimitato e meglio attrezzato rispetto a quanto si è riuscito a fare un anno fa, quando i tempi erano davvero stretti, ne trarrà sicuramente vantaggio. Anche per dare la giusta dignità agli eventi, con l’attuale disposizione se si invita un artista da 5mila persone e se ne presentano 5mila il colpo d’occhio rischia di farlo sembrare quasi vuoto, quando in realtà si è centrato l’obiettivo. Ridisegnarla anche per mantenerne il principale punto di forza, che è la cornice molto bella che c’è intorno. Non c’è dubbio che il fatto di essere un’arena immersa tra le montagne sia un punto molto importante e unico».
Come si costruisce un’offerta di musica estiva dovendo fare i conti con la concorrenza delle vicine Verona e Padova?
«Basta non fare le stesse cose che fanno loro, fa parte del gioco individuare proposte che non ci mettano in competizione con operatori vicini di un’area più vasta. Anche perché sono gli stessi artisti a non avere interesse a fare due date in località relativamente vicine».
Secondo lei per l’estate ha più senso la formula dei singoli concerti o quella dei festival?
«Sono entrambe valide, non credo ce ne sia una migliore dell’altra. La domanda che dobbiamo farci è qual è la più adatta per quell’area».
Sembra di capire che la cosa più importante sarebbe quella di poter lavorare a una programmazione pluriennale?
«Certo ma questo vale in generale per tutta la programmazione culturale. Qualsiasi iniziativa che vuole fare proposte a un pubblico molto ampio, mobilitando grandi risorse, regge se viene gestita in termini di investimento e di tempo. Se si fanno investimenti importanti su un’area e su una programmazione dedicata, poi bisogna dare tempo a questa programmazione di posizionarsi, di conquistare territorio e mercato, diventando così sostenibile e magari redditizia».
Queste indiscrezioni comunque confermano la volontà della Provincia di continuare a investire sull’area?
«Beh, questo è un messaggio che è stato confermato da chi di dovere e non serve certo la mia di conferma. Se gli sviluppi e i ragionamenti che si stanno facendo andranno in un senso positivo potrà diventare qualcosa di importante».