Terra Madre
lunedì 2 Febbraio, 2026
Treno per le valli dell’Avisio, il sondaggio è un successo: favorevole il 93%
di Francesca Dalrì
In una settimana sono arrivate oltre 2.600 risposte
Oltre 2.600 risposte in appena una settimana con picchi di tre risposte al minuto. Solo nella giornata di ieri sono state più di 110 le persone che hanno risposto al questionario realizzato dall’associazione Transdolomites sul progetto del treno dell’Avisio. Un risultato che fa già esultare il presidente Massimo Girardi, che tiene però lo sguardo puntato sull’obiettivo finale: raccogliere diecimila risposte. «Questo primo risultato – commenta – supera ampiamente le aspettative e conferma quanto il tema della mobilità nelle valli sia sentito da residenti e frequentatori». Il sondaggio, online dal 24 gennaio, rimarrà compilabile fino a fine febbraio.
Promosso anche attraverso locandine cartacee, in questi primi giorni il questionario ha raccolto oltre 700 risposte dai residenti delle tre valli interessate dal progetto (Cembra, Fiemme e Fassa), in particolare dagli abitati di Cavalese, Moena e Predazzo. Fuori dal Trentino-Alto Adige, le regioni da cui sono pervenute più risposte sono Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Ma la grande sorpresa sta giungendo dal resto del mondo con adesioni provenienti da Svizzera, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Germania, Bulgaria, Spagna, Polonia, Norvegia, Romania, Estonia, fino all’Australia, agli Emirati Arabi e agli Stati Uniti (California).
«Tutte le risposte vengono registrate in una piattaforma online dedicata e più andiamo avanti, più abbiamo la convinzione che questo sondaggio stia evolvendo in un referendum mondiale consultivo sulla ferrovia Avisio – prosegue il presidente di Transdolomites –. Tra le risposte pervenute quello che sta gratificando sono i messaggi delle società di progettazione ferroviaria che conoscono in particolare Fiemme e Fassa: letta la nostra proposta, l’hanno promossa a pieni voti».
Oltre alle 13 domande poste ai rispondenti sul progetto ferroviario, il sondaggio propone anche una cronistoria del treno dell’Avisio, ricordando come dal 1918 al 1963 una ferrovia già collegava la pianura dell’Alto Adige a Predazzo passando per Cavalese e Tesero. «Per molti anni – si legge nell’introduzione – è stata la principale via di accesso alla valle, finché scelte politiche e investimenti puntati quasi solo sulla strada portarono alla sua chiusura e alla sostituzione del servizio con autobus».
Guardando al contenuto delle risposte già pervenute, il 93 per cento degli intervistati si dichiara molto o abbastanza favorevole alla ferrovia dell’Avisio, pur presentando in alcuni casi dubbi legati alla realizzazione dell’infrastruttura. Il restante campione si divide tra posizioni contrarie e incerte. «Quando alla fine degli anni Novanta si concretizzò l’idea della riapertura della ferrovia Merano-Malles da parte della Provincia autonoma di Bolzano, il 70 per cento dei venostani era contrario alla riapertura della linea ferroviaria – analizza Girardi –. Le indicazioni che stanno emergendo nelle Valli dell’Avisio sono nettamente opposte con un approccio positivo del 93 per cento».
Se il treno fosse già disponibile, gli intervistati lo utilizzerebbero soprattutto per evitare il traffico e non dover cercare parcheggi. Le criticità più citate sono invece i tempi lunghi di realizzazione dell’infrastruttura e il timore di un impatto ambientale non adeguatamente gestito. Un dato rilevante è anche lo scarso impegno politico, scelto da molti intervistati come ostacolo alla realizzazione dell’opera. Le criticità non spaventano però Girardi: «Promuovere un pubblico sondaggio significa esporsi al giudizio delle critiche. Fa parte del gioco e dalle criticità dichiarate per Transdolomites si presenta l’occasione per fornire delle risposte».
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