Il riconoscimento
domenica 6 Aprile, 2025
Tre ragazze trentine tra gli «alfieri della Repubblica» premiate da Mattarella: salvarono un uomo con un massaggio cardiaco
di Redazione
Sono Sara Pedrotti, Emma Franceschini e Azzurra Navarini. Il presidente: «I giovani ci insegnano che l’altruismo, la generosità e la responsabilità sociale possono fare la differenza»
Ci sono tre studentesse del Trentino tra i premiati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ieri ha conferito i riconoscimenti ai giovani che nel 2024 si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato o hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Ed è proprio il caso di Sara Pedrotti, Emma Franceschini e Azzurra Navarini. Nel novembre del 2023 le tre quattordicenni di Trento stavano andando a scuola quando si sono accorte che un signore, colto da arresto cardiaco, era riverso a terra incosciente. Le ragazze hanno affrontato l’emergenza con prontezza di spirito e lucidità. In particolare, mentre Sara avvisava l’operatore del 118 dando le prime indicazioni sulle condizioni dell’uomo, Emma e Azzurra praticavano il massaggio cardiaco, appreso durante il corso di primo soccorso organizzato dalla scuola, fino all’arrivo dei sanitari. L’intervento tempestivo delle giovani è risultato determinante per salvare la vita dell’anziano.
Il Presidente Mattarella ha conferito 29 Attestati d’onore di «Alfiere della Repubblica» e 4 targhe per premiare azioni collettive di giovani e giovanissimi, come quella delle tre ragazze di Trento.
Negli ultimi anni, si legge nella nota del Quirinale, l’idea di solidarietà si è evoluta integrando nuove tecnologie, approcci sostenibili e un maggior coinvolgimento delle comunità. E i giovani, in particolare, sono oggi protagonisti di una solidarietà moderna che riflette uno spirito dinamico, creativo e tecnologico. Una solidarietà che è sempre più accessibile, inclusiva e adattata alle sfide del mondo contemporaneo.
Tra le storie narrate vi si trovano quelle di ragazze e ragazzi che hanno deciso di impiegare le proprie abilità scientifiche e tecnologiche per affrontare importanti sfide sociali e ambientali al fine di migliorare la qualità di vita di tante persone; gli esempi di adolescenti che utilizzano la scrittura come strumento di cambiamento sociale, per affrontare temi rilevanti e sensibilizzare i coetanei sull’importanza della cultura nella costruzione di una società più consapevole e aperta; la testimonianza di giovani attivi nel valore universale dello sport, potente strumento che consente di superare qualsiasi barriera fisica, culturale, sociale o economica.
A questi esempi di innovazione, si affiancano quelli – più classici ma non meno importanti per il filo rosso che tiene insieme gli Alfieri della Repubblica nominati nelle diverse annualità – dei giovani che si sono distinti per gesti “eroici”, di coloro che si pongono come modelli di cittadinanza attiva perché impegnati a promuovere la cultura della legalità, dei tanti volontari che si spendono per i più vulnerabili, tutti portatori di storie straordinarie di inclusione e resilienza.
«Anche quest’anno – sottolinea Mattarella – i giovani ci insegnano che l’altruismo, la generosità e la responsabilità sociale possono fare la differenza attivando un effetto moltiplicatore che può trasformare l’impegno del singolo in un movimento collettivo capace di generare profondi cambiamenti».
Quanti ricevono questo riconoscimento rappresentano, simbolicamente, solo una parte di quel numero indefinito di giovani che si impegna e lavora alacremente nella vita quotidiana, contribuendo ogni giorno a nutrire quell’insieme di valori che costituisce l’elemento propulsivo fondamentale per la nostra società.
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