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venerdì 22 Maggio, 2026

Scuola, preoccupano dispersione e abbandoni: solo 18 iscritti su 100 si laureano e il 25% fugge all’estero

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Al Festival dell'Economia focus sulla dispersione scolastica che coinvolge 3,5 milioni di studenti. L'assessora Gerosa lancia il "docente Faber" e nuove politiche per il benessere psicologico negli istituti

Puntare sul benessere dei giovani per contrastare la dispersione scolastica e il fenomeno dei NEET, ovvero i giovani che hanno rinunciato a formarsi e a cercare lavoro. Nel panel del Festival dell’Economia di Trento intitolato “Le speranze dei giovani contro la dispersione scolastica e il fenomeno NEET” si è esaminata la situazione scolastica attuale, cercando di capire come intercettare e recuperare gli studenti che abbandonano gli studi prematuramente.

All’evento è intervenuta anche l’assessora all’istruzione e ai giovani Francesca Gerosa: “La dispersione scolastica e i NEET – ha spiegato – sono motivo di preoccupazione. È vero che le nostre percentuali sono inferiori rispetto alle altre regioni, ma abbiamo la responsabilità di non perdere per strada nemmeno uno dei nostri ragazzi. Una volta abbandonati gli studi, infatti, difficilmente si riesce a recuperare e inserire i ragazzi nella società. L’ansia, il disagio, il non sentirsi mai abbastanza e a volte anche le difficoltà all’interno delle famiglie sono tutti fattori potenzialmente alla base del problema. Come assessorato stiamo affrontando il tema in collaborazione con il Dipartimento istruzione, IPRASE e con le scuole approntando politiche per aumentare il benessere scolastico sia tra gli studenti sia tra il corpo docente, anche guardando cosa accade in altre realtà”.

“Tra le iniziative messe in campo – ha concluso  Gerosa – anche la figura del “docente Faber”, ovvero un docente appositamente formato per intercettare sul nascere le difficoltà dei ragazzi e lo studio di un nuovo approccio che vada oltre lo sportello psicologico nelle scuole. Stiamo inoltre lavorando sul recupero delle carenze scolastiche, con la volontà di affrontare le diverse esigenze di tutti i nostri ragazzi in modo personalizzato e individualizzato”.

Di fronte a una platea composta prevalentemente da giovani, Giovanni Vinciguerra ha spiegato che negli ultimi venti anni quasi 3,5 milioni di studenti hanno abbandonato la scuola secondaria superiore di 100 iscritti soltanto 18 si laureano. Di questi, il 25% si trasferisce all’estero e molti non trovano un lavoro corrispondente agli studi svolti. Nel dettaglio: nei 20 cicli scolastici presi a riferimento dal dossier di Tuttoscuola “La scuola colabrodo”, sugli oltre 11 milioni di studenti che hanno iniziato la scuola secondaria superiore statale, solo in 8 milioni sono arrivati cinque anni dopo al quinto anno: 3,5 milioni hanno dunque interrotto precocemente il corso di studi.

Se il direttore di Iprase Luciano Covi ha spiegato come le speranze dei giovani sono strettamente legate alle competenze dei giovani, la ricercatrice Elena Marta dal canto suo ha affermato che è necessario lavorare sul benessere psicosociale degli studenti e che la loro priorità è di trovare un senso al vivere in un mondo molto performante, dove le sole competenze tecniche non bastano. Lo psicologo Leopoldo Romanelli ha puntato l’attenzione sulle esigenze da parte dei ragazzi di avere spazi riservati, spiegando come internet possa essere uno spazio dove trovare nuove speranze. Infine la dirigente dell’Itt Buonarroti di Trento Tiziana Rossi ha lanciato un monito agli adulti: se gli adulti non ripongono fiducia e speranza nei giovani, di conseguenza anche i giovani non avranno passione e speranza nel futuro.