il caso

giovedì 15 Ottobre, 2026

Sorpresa alle spalle e spinta contro un mobile: infermiera aggredita da un paziente a Trento. Salvata dai vigilantes

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Il 30enne era arrivato in ambulanza nel tardo pomeriggio, in forte stato di alterazione

Ha rischiato grosso un’infermiera del Santa Chiara aggredita da un paziente 30enne mentre era in servizio al pronto soccorso. Era di spalle quando ha sentito le mani di uno sconosciuto stringerle i fianchi, prima di essere spinta e sbattuta contro un mobiletto.
L’aggressione è avvenuta domenica sera, intorno alle 22, nel triage dell’ospedale, l’area in cui gli infermieri valutano le condizioni dei pazienti appena arrivati e assegnano loro un codice di priorità, in base alla gravità e all’urgenza, stabilendo così i tempi di accesso alle cure.
Il 30enne era arrivato in ambulanza nel tardo pomeriggio, in forte stato di alterazione.
Agitato, gridava e si dimenava mentre aspettava il proprio turno per essere visitato.
Nel frattempo, continuava a passeggiare insistentemente lungo il corridoio, infastidendo gli altri pazienti in attesa di accedere all’ambulatorio.
Ma con il passare delle ore, la tensione è salita fino a sfociare nell’aggressione.
L’infermiera era di spalle, impegnata nel suo lavoro, quando si è accorta della presenza dell’uomo dietro di lei.
Lui l’ha presa sui fianchi e l’ha spinta con forza contro il mobiletto.
A quel punto è stato decisivo l’intervento dei vigilantes presenti in ospedale.
Sono stati loro a bloccare l’uomo e a riportarlo alla calma.
«Sicurezza non sostenibile»
Ma l’aggressione di domenica sera, però, non è stato l’unico momento di tensione al Santa Chiara. Lo denuncia il sindacato Uiltrasport del Tentino: «Tra pazienti in forte stato di agitazione, aggressioni al personale e criticità nella gestione degli accessi… La situazione non può più essere sottovalutata — scrive il segretario Nicola Petrolli — Una donna, già ritrovata lungo i binari della stazione ferroviaria dopo aver manifestato intenti autolesivi è stata accompagnata al pronto soccorso, dove ha avuto una violenta crisi di agitazione psicomotoria. Gli addetti alla vigilanza sono intervenuti per oltre mezz’ora a supporto dell’équipe sanitaria, dello psichiatra e delle forze dell’ordine, contribuendo alla gestione dell’emergenza». E aggiunge: «Gli operatori sono stati inoltre impegnati in attività di accompagnamento e protezione del personale sanitario, mentre sarebbero state riscontrate criticità nel presidio dei varchi e intrusioni notturne all’interno della struttura — continua — Un ulteriore episodio ha richiesto l’intervento delle guardie giurate per gestire una situazione ad alto rischio e allontanare un soggetto non autorizzato».
La Uil chiede un confronto urgente con l’Azienda sanitaria, controlli più efficaci agli ingressi e maggiore coordinamento con le forze dell’ordine.
«Non possiamo accettare che gli operatori della vigilanza siano costretti a fronteggiare emergenze di questa portata senza garanzie organizzative e presidi adeguati — sottolinea Petrolli — La sicurezza di chi lavora e di chi viene curato non può essere affidata all’improvvisazione». UilTrasporti chiede anche un confronto con le istituzioni competenti per affrontare le criticità segnalate, garantire un presidio adeguato, tutelare gli accessi e rafforzare il coordinamento con le forze dell’ordine.
«La misura è colma. Non aspetteremo che si verifichi un episodio ancora più grave per pretendere risposte. Se non arriveranno interventi concreti e immediati, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori».
Il precedente
Solo poco tempo fa un vigilantes era stato aggredito.
Come si ricorderà, nell’ambulatorio 4 dell’ospedale un 36enne ubriaco, senza fissa dimora, ha lanciato un computer a terra e danneggiato gli arredi della stanza mentre aspettava di essere visitato. I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Trento, intervenuti sul posto dopo la segnalazione al 112, lo avevano arrestato con l’accusa di danneggiamento di beni all’interno di una struttura sanitaria e resistenza a pubblico ufficiale. Erano le 22. Il 36enne è arrivato al Santa Chiara in forte stato di alterazione. Agitato era stato fatto accomodare in ambulatorio in attesa della visita. L’uomo aveva messo a soqquadro tutta la stanza. Urlava e i presenti non riuscivano a calmarlo. I vigilantes giunti sul posto hanno subito cercato di instaurare un dialogo con tono gentile, invitando il paziente a calmarsi. Purtroppo, la situazione era degenerata. Il 36enne aveva iniziato a insultare e inveire contro con la vigilanza privata. In particolare, si era avvicinato a uno di loro con fare violento e lo aveva colpito al petto.

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