La questione

domenica 26 Aprile, 2026

Scuole paritarie e Imu, la battaglia delle suore arriva in Cassazione: «Rette non simboliche, paghino le tasse»

Il nodo delle imposte 2014-2015 per gli immobili di piazza Santa Teresa Verzieri

Mancato pagamento di Imu e Imis al Comune di Trento, per gli anni 2014 e 2015: l’Istituto Figlie Sacro Cuore di Gesù ha impugnato la sentenza di ottobre 2024 con cui la Corte di giustizia tributaria di secondo grado di Trento aveva confermato la decisione con la quale il giudice di prima grado aveva respinto i due ricorsi, poi riuniti, proposti dalle suore. Quelli appunti relativi alle imposte da pagare sui diversi immobili di piazza Santa Teresa Verzieri in città, dove ha sede la scuola paritaria. Immobili che appunto per l’istituto religioso sono esenti da imposte «in virtù della destinazione degli stessi ad attività didattica esercitata senza scopo di lucro». Ora la Corte di Cassazione a cui è ricorso l’istituto religioso ha deciso di rinviare la causa civile a un nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza. La battaglia contro il Comune è quindi ancora aperta.

Va detto che la Corte di Cassazione sul punto era già stata chiara, riferendosi a casi simili: per beneficiare dell’esenzione dall’imposta «le attività didattiche devono essere svolte a titolo gratuito o dietro versamento di un importo simbolico, tale da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio». Insomma, non ci deve essere attività economica, solo «attività peculiari che non siano produttive di reddito». La Corte territoriale sul caso aveva ricordato che «spetta al Comune, in sede di verifica delle dichiarazioni e dei versamenti effettuati dagli enti non commerciali, valutare la simbolicità dei corrispettivi praticati da ciascun ente commerciale non potendosi effettuare in astratto una definizione di corrispettivo simbolico » e che «la circostanza che la parte contribuente possa avere dichiarato un corrispettivo medio inferiore al costo medio per studente sopportato) non dà automaticamente diritto all’esenzione». La Cassazione già in sentenze precedenti non aveva ritenuto costo simbolico «la corresponsione di rette annuali che oscillavano tra 1080, 1.260 e 1900 euro», quindi non ritenute idonee a giustificare il presupposto dell’esenzione dell’Imu. Nel caso di specie la Commissione tributaria aveva affermato «l’irrilevanza che le somme delle rette annuali richieste dall’Istituto Sacro Cuore — 1.700 euro per la scuola primaria, 1.910 per la media, e 2.200 per la scuola superiore — fossero inferiori al costo effettivo del servizio reso (peraltro, mai documentato dall’Istituto)», risultando invece certo che «dette somme indicano che l’attività non viene svolta né a titolo gratuito né a fronte di un corrispettivo meramente formale. Dette somme non sono irrisorie e, dunque, non si presentano di importo simbolico».

Ora, nel ricorso in Cassazione l’istituto religioso aveva esposto quattro motivi, con il Comune di Trento che aveva presentato una memoria. Si attende ora l’udienza.