Scuola

lunedì 23 Marzo, 2026

Scuola, all’Enaip Borgo da sei anni senza cellulari a scuola: «Insegniamo ai ragazzi non solo come usare lo smartphone, ma perché»

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Il dirigente Francesco Micheletti spiega la strategia dell'istituto di Borgo Valsugana: niente divieti totali, ma un patto educativo per la responsabilità digitale e il benessere emotivo degli studenti

L’Enaip di Borgo è una scuola che non punta solamente sulla formazione professionale. «Negli ultimi anni, infatti, stiamo lavorando per rendere il nostro centro anche un ambiente educativo capace di far crescere delle persone», spiega il dirigente Francesco Micheletti. Anche per questo, ormai dal 2020, l’istituto ha trovato un modo per sensibilizzare gli studenti a un uso corretto del cellulare, che va consegnato alla prima ora ma che può essere ripreso se diventa necessario per una precisa attività didattica o nelle pause. Un tema tornato al centro del dibattito pubblico dopo il decreto per limitare il cellulare a scuola approvato dal ministero a settembre 2025 e dopo la scelta recente dell’istituto Degasperi (sempre a Borgo Valsugana) di proporre agli studenti due settimane totalmente senza smartphone. Ma non c’è solo questo: l’Enaip ha introdotto anche degli «educatori emozionali», docenti formati per gestire le emozioni e creare un clima sereno per ragazzi e ragazze.

Le iscrizioni aumentano

«Quest’anno abbiamo visto un aumento del 34% delle iscrizioni rispetto all’anno scorso – prosegue il dirigente -. Gli studenti per ora iscritti sono 47, e c’è da contare l’aggiunta di altri studenti in corso d’anno. C’è stato un forte interesse nella fase di orientamento, e stiamo attirando studenti anche fuori dalla valle e persino da fuori Provincia. Abbiamo puntato molto sull’orientamento: su queste professioni ci sono dei pregiudizi, così noi apriamo le porte e facciamo vedere concretamente quello che si fa da noi».

Cellulari ed emozioni

Come anticipato, non c’è solo l’attenzione all’orientamento. L’istituto professionale ha lavorato anche sul benessere degli studenti, dalla creazione di un «Social Space» sicuro per vivere la pausa pranzo in modo più sociale e inclusivo, fino alle iniziative per un uso consapevole del cellulare. «È da circa sei anni che lo facciamo – prosegue Micheletti -. Quando è arrivata la circolare del ministero per noi non è cambiato nulla. È stata una scelta trattata dal collegio docenti e poi inserita nel patto educativo proposto agli studenti. Il principio non è quello di fare un divieto a prescindere, ma una regolazione educativa: la competenza digitale va prevista dai piani di studio, e non si sviluppa togliendo ai ragazzi il telefono. Piuttosto lavoriamo sulla consapevolezza. Insegniamo ai ragazzi non solo come usare il telefono, ma perché».

La particolarità quindi è data dal fatto che non c’è un divieto totale. «C’è un tempo col telefono e un tempo senza – prosegue -. Gli studenti lo depositano in alcune cassettine, e lo usano quando il docente glielo chiede. In terza, per fare un esempio, devono realizzare un proprio portfolio digitale e per farlo alcuni usano il cellulare. È un metodo che responsabilizza».

Dall’altro lato ci sono invece i nuovi educatori emozionali, simili ai docenti «Faber» proposti nelle scuole provinciali. «Si tratta di un corso di 30 ore dove i docenti si formano sulla capacità di gestire le emozioni e costruire un clima sereno. Normalizzano le emozioni e guidano i ragazzi con autenticità».

Le sfide del futuro

In un mondo in continuo cambiamento non mancano le sfide da affrontare. In modo simile alla gestione dello smartphone, un nuovo nodo centrale è quello dell’uso dell’intelligenza artificiale a scuola. «Sicuramente con l’IA il lavoro è cambiato anche per noi – ammette il dirigente -. Gli studenti vanno guidati ma hanno anche degli strumenti in più. Alcune aziende stanno già creando delle intelligenze artificiali basate su informazioni specifiche per i nostri settori, come può essere ad esempio la normativa sulla termoidraulica. Bisogna stare attenti agli strumenti che sono ora disponibili, considerando il livello tecnico richiesto per le nostre materie: dobbiamo far ragionare i ragazzi su quello che chiedono all’IA. Più creano delle domande corrette più ottengono delle risposte adeguate».

Infine, anche nel 2026 l’Enaip di Borgo prosegue con molte iniziative sul territorio. L’ultima opera è stato un cancello per il centro sportivo di Roncegno: nove ragazzi hanno lavorato per progettare il manufatto e installarlo, sperimentando abilità come il problem solving e il lavoro di squadra. «Prossimamente lavoreremo col WWF per realizzare un arco di accesso per l’Oasi di Valtrigona», conclude Micheletti.