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giovedì 11 Aprile, 2024

Salute, in Trentino più di 10mila persone soffrono di demenza e i casi sono in aumento

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Duemila in più rispetto al 2021. Altre 8.500 persone (over 65) sono affette da un disturbo cognitivo lieve, In Trentino anche 215 casi nella fascia 35-64 anni . Il report dell’Istituto superiore di sanità (Iss): «Queste patologie saranno un problema rilevante»

Più che una malattia, è una condizione. Una condizione esistenziale in cui la memoria, il ragionamento, le abilità sociali sono deteriorate. Uno stato della vita in cui la quotidianità è compromessa. La demenza – causata da molteplici malattie, la più frequente è l’Alzheimer – provoca sofferenza nelle persone che ne sono affette e in quelle che le sono accanto. «Dato il progressivo invecchiamento della popolazione queste patologie stanno diventando, e lo saranno sempre più, un problema rilevante in termini di sanità pubblica», si legge in un report dell’Osservatorio demenze dell’Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicato nelle scorse settimane in occasione di un convegno nazionale. In Trentino si stimano 10.282 casi di demenza, duemila in più rispetto al 2021. Altre 8.456 persone, invece, sono affette da un disturbo cognitivo lieve.
Oltre 2 milioni di casi in Italia
Il report scatta una fotografia della diffusione delle demenze (cioè tutte le diverse forme di difficoltà nella memoria, nel ragionamento e nelle abilità sociali) e tira un bilancio delle attività dell’Osservatorio nel triennio 2021-2023. La stima dei casi di demenza è frutto di una metodologia di calcolo europea. In Italia si stimano oltre 2 milioni di persone affette da demenza (1 milione e 150mila persone) o da un disturbo cognitivo lieve (952mila persone). Sono circa 4 milioni i loro familiari.
La situazione in Trentino
Oltre al documento nazionale, l’Osservatorio ha realizzato anche un report per ciascuna regione. In Trentino si stimano appunto 10.282 persone affette da demenza. Nel 2021, invece, si contavano circa 8mila persone.
La maggior parte dei casi riguarda le donne, 7.050 casi contro i 3.017 dei maschi. Entrando più nel dettaglio, si stimano 10.067 casi fra gli over 65 (di cui 7.867 fra gli over 80), cioè l’8,1% della popolazione ultrasessantacinquenne.
Gli altri 215 casi rientrano nella casistica della demenza giovanile, cioè sono rilevati fra le persone con un’età compresa fra i 35 e i 64 anni, di cui 206 fra gli ultracinquantenni.
I casi di disturbo lieve
Nel report si dedica un focus anche al di anche al disturbo cognitivo lieve (MIc, «Mild cognitive impairment»), ossia «una fase intermedia tra la normalità cognitiva e la demenza. La natura di tale condizione — si aggiunge nel documento — non è stata ancora del tutto chiarita, e restano ancora diversi aspetti da esplorare».
In Trentino si stimano 8.456 casi di questo tipo: 3.104 nella fascia 60-69 anni, 3.077 nella fascia 70-79 anni e 2.275 nella fascia 80-89 anni. Il 5% dei trentini ultrasessantenni, dunque, soffre di un disturbo lieve.
Casi in progressiva crescita
La demenza è difficile da prevenire. Molto spesso le cause non sono note. «Il principale fattore di rischio non modificabile è l’età, che rimane il principale fattore che determinerà il futuro incremento dei casi di demenza assieme all’incremento della popolazione globale», si spiega nel report.
Il Trentino non è immune dall’invecchiamento della popolazione. Stando alle previsioni dell’Istituto provinciale di statistica (Ispat), nel 2040 ci saranno 151mila ultrasessantacinquenni, quasi 25mila in più rispetto agli attuali 126mila. Considerando solo i cosiddetti «grandi anziani», ci saranno 31mila residenti over 85, ossia 11mila in più rispetto alla popolazione attuale.