Vallagarina

mercoledì 21 Ottobre, 2026

Rovereto, addio all’imprenditore Carlo Frederici: con le sue opere edilizie ha cambiato la città

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La sua ditta realizzò i condomini La Rocca, Cavour e La Pinta, i complessi industriali «Marangoni» e «Komarek», l’Hotel Rovereto, la Cartiera di Villalagarina e l’Upim

Rovereto perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Carlo Federici, scomparso nei giorni scorsi all’età di 90 anni, ha lasciato un segno profondo nell’edilizia cittadina, contribuendo con la sua attività alla crescita e allo sviluppo del territorio. A ricordarne la figura è il consigliere comunale Paolo Farinati, che ne ripercorre il percorso professionale e l’impegno nella comunità.

Nato il 14 ottobre 1935, Federici era cresciuto nel quartiere di Santa Maria, precisamente al numero 10 del Vicolo Tintori. Dopo il diploma da geometra, conseguito alla fine degli anni Cinquanta, aveva stretto amicizia con Roberto Ravagni, destinato a diventare il suo socio. Dopo alcune esperienze lavorative in Campania e Calabria, all’inizio degli anni Sessanta era rientrato a Rovereto, dove insieme a Ravagni aveva fondato l’impresa di costruzioni «Ravagni & Federici», poi diventata «Edilnova», rimasta attiva fino al 2014. «Quasi ogni via di Rovereto è stata oggetto di un intervento della loro dell’Impresa», sottolinea Farinati, ricordando la vastità delle opere realizzate nel corso dei decenni. Dai condomini La Rocca, Cavour e La Pinta ai complessi industriali «Marangoni» e «Komarek», passando per l’Hotel Rovereto, la Manica a Borgo Sacco, la Cartiera di Villalagarina e l’Upim.

Numerosi anche gli interventi per servizi e strutture pubbliche: dalla scuola elementare Dante Alighieri alla media Federico Halbherr, fino alla scuola materna e all’oratorio di Lizzanella. Tra le realizzazioni figurano inoltre il complesso residenziale al Follone, il ponte di via Circonvallazione, la chiesa della Sacra Famiglia e la chiesetta di San Colombano. Negli anni Settanta si era consolidata anche la collaborazione con l’architetto Zucchelli, mentre altre opere erano nate dal rapporto professionale con l’architetto Toniolatti.

Accanto all’imprenditore, Farinati ricorda però anche l’uomo, profondamente legato ai luoghi delle proprie origini. Federici aveva continuato a frequentare l’associazione «Zinevra», partecipando alla vita del quartiere di Santa Maria e ai tradizionali incontri conviviali. Aveva inoltre contribuito, insieme a Bruno Campolongo e ad altri amici, alla fondazione della Polisportiva di Lizzanella, realtà che si è distinta anche per la ristrutturazione della Malga Tof sul Monte Zugna.

«Carlo Federici rimarrà nella memoria dell’intera Rovereto quale imprenditore capace e onesto, come pure uomo rispettoso e generoso, a cui va l’eterna gratitudine di molte persone», conclude Farinati.

Accanto alla signora Caterina e ai suoi figli Paolo, Enrico e Alessandro, in tanti hanno voluto salutarlo per l’ultima volta nella chiesa di Sant’Antonio a Lizzanella, gremita per l’ultimo omaggio a un uomo che ha contribuito a costruire, in senso concreto e umano, una parte importante della città.

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