La storia
martedì 20 Ottobre, 2026
Cinquant’anni a svelare il segreto dei funghi. Le dritte di Marco Pasquini: «Le zone migliori? Prima di Vaia, Vetriolo era una miniera»
di Matteo Arnoldo
Festa per il mezzo secolo del gruppo micologico Bruno Cetto: «Quella grifola da 17 chili che trovai con mio figlio... quest'anno la siccità rende tutto più difficile»
C’è un mondo affascinante, spesso nascosto tra le foglie, sotto il muschio e ai piedi degli alberi. Richiede pazienza, curiosità e capacità di osservazione. È il mondo dei funghi, protagonisti di tante passeggiate nei boschi e di una tradizione profondamente radicata nel territorio trentino. A Levico Terme, da mezzo secolo, questa passione trova casa nel Gruppo Micologico “Bruno Cetto”, realtà associativa legata all’Associazione Micologica Bresadola e impegnata a diffondere la conoscenza dei funghi, la sicurezza nella raccolta e il rispetto dell’ambiente. Fondato nel 1976, il gruppo porta dal 1992 il nome di Bruno Cetto – illustre micologo trentino scomparso nel 1991 – che contribuì in modo significativo alla diffusione della cultura micologica e che fu tra i fondatori. Oggi l’amico Marco Pasquini festeggia mezzo secolo di attività al timone dell’associazione.
Com’è nata la sua avventura alla guida del gruppo micologico?
«Mi divertivo ad andare per funghi con un amico che mi propose di fondare l’associazione. Presi la cosa sul serio e mi impegnai a riunire le 30 persone necessarie per dar vita al circolo. Mi adoperai per farsi sì che le cose andassero bene e attualmente abbiamo 240 iscritti. Tutto nasce e prosegue grazie alla passione».
Tra gli iscritti c’era anche Bruno Cetto…
«“L’ingegnere”, come lo chiamavo io. E’ stato un amico, oltre che il mio maestro. Grazie a lui ho imparato tante cose. Prendeva la micologia in modo estremamente serio. Ho molti ricordi delle nostre uscite insieme tra momenti seri e divertenti. Era fatto a modo suo, non era sempre facile starli vicino eppure lui mi voleva sempre al suo fianco. Eravamo molto legati».
Quali sono le sue zone di ricerca preferite?
«Una volta era la zona di Vetriolo, poi tutto venne distrutto dalla Tempesta Vaia. Quando andavamo lì sapevamo già cosa avremmo trovato e dove avremmo dovuto cercare. Oggi frequento molto le zone del levicense con il nostro Parco che si è rivelato un autentico pozzo di funghi. Oggi le mie condizioni fisiche mi impediscono di uscire regolarmente però le volte che riesco ad andare le ricordo con molta soddisfazione».
Ha osservato cambiamenti nella biodiversità dei nostri boschi?
«Sicuramente rispetto a 50 anni fa molte cose sono cambiate. Il cambiamento climatico ha cambiato le stagione micologiche. Alcuni funghi sono spariti, mentre ne sono comparsi altri che non si erano mai visti. È sicuramente una situazione anormale. Con la siccità di quest’estate abbiamo faticato parecchio a trovare funghi per le mostre».
Quale ruolo svolge oggi l’associazione nella comunità locale?
«Le nostre attività sono diversificate tra le uscite, le mostre, le serate e i corsi. Due volte alla settimana, poi, le dedichiamo alla classificazione dei funghi. Crediamo poi siano importanti gli incontri e le uscite con i bambini delle scuole elementari».
Quali sono le maggiori soddisfazioni legate all’associazione?
«Quelle di aver scoperto delle nuove specie di fungo. Una volta scoprii un raro fungo mai visto a Levico della famiglia dei boletus e quando lo portai a Cetto impallidì dall’incredulità. Quell’impresa mi permise di essere registrato in una pubblicazione che scrisse successivamente. Un’altra volta, invece, assieme a mio figlio piccolo trovai il fungo reale, la grifola frondosa, da 17kg».
Quali sono oggi le principali sfide per l’associazione?
«Sicuramente c’è un po’ di fatica nel ricambio generazionale, anche se qualche giovane che si avvicina a questo mondo ancora c’è. Speriamo continuino così. La micologia è un campo piuttosto difficile: non si tratta solo di uscire a cercare funghi. Dietro deve esserci lo studio. Il messaggio che mi sento di lasciare ai giovani è quello di rispettare la natura con l’invito ad unirsi al nostro gruppo».
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