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mercoledì 4 Gennaio, 2023

Roma, spuntano le immagini di un Papa nero

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È stato il grido lanciato da Pep Marchegiani, artista 50enne di origine abruzzese

«Habemus Papam, nero!» è stato il grido lanciato a Roma, questa mattina, da Pep Marchegiani, artista 50enne di origine abruzzese. La performance capitolina è inserita nella lunga tradizione delle «Pasquinate» con l’apparizione dell’immagine del nuovo Pontefice africano (Celestino VI) sulla celebre statua di Pasquino, sul lungotevere al cospetto del Cupolone, sulla statua di Giordano Bruno a Campo dei fiori e in diversi luoghi iconici della Città eterna. Marchegiani, artista non nuovo a provocazioni che portano a una riflessione, sullo stato e sul ruolo dell’arte contemporanea, ha voluto rappresentare e portare nel cuore della cristianità l’idea di un primo Papa africano della storia. «Ad ispirarmi è stato un sogno che ho poi materializzato in un’effige, un Nft e un sito, e-pray, che venderà oggetti sacri, autorizzati dalla Santa Sede, relativi alla figura del nuovo pontefice: Celestino VI- ha aggiunto – L’idea arriva proprio da una veggenza, con l’eredità spirituale di San Pietro raccolta da Celestino VI, il primo Papa proveniente dalla zona di Dar Gum’a in Sudan – ha spiegato l’artista di origine abruzzese – Un Papa africano, dunque, con un nome che evoca la celebre figura di Celestino V, di memoria dantesca, primo pontefice a rinunciare al soglio papale. Dopo di lui ha dato le dimissioni Papa Ratzinger, scomparso di recente». Con la sua installazione Marchegiani è stato già a Napoli e presto arriverà nella sua regione di origine. A Roma Marchegiani ha già firmato una sua performance incappucciando le statue del Pincio con sacchetti di plastica nera, denunciando così il degrado della Capitale. Altre sue incursioni sono state quella a Firenze, con l’installazione di un David di Michelangelo rivisitato nelle sue fattezze, in forma di denuncia del conservatorismo dell’arte, fino alla ‘messa in vendita’ della Reggia di Caserta per il suo scarso utilizzo e assenza di valorizzazione. «L’installazione è sì provocatoria, ma sottolineo che non sono contro la Chiesa a prescindere – ha concluso – Con questo gesto intendo scuotere le coscienze, invitando ad una riflessione». Non è la prima volta che la carriera dell’artista si interseca con la Chiesa avendo già omaggiato Papa Francesco con l’opera SuperPope.