Montagna
lunedì 10 Agosto, 2026
La ferrata è chiusa per frana, ma gli escursionisti continuano a utilizzarla, l’appello del soccorso alpino: «Evitatela, è per la vostra e nostra sicurezza»
di Redazione
Il sentiero E583 delle Scalette è chiuso da due anni, ma è continuamente frequentato: due interventi di soccorso anche durante la scorsa settimana
Dopo la riapertura dei sentieri verso il Rifugio Vajolet e il Rifugio Antermoia, interessati da alcuni smottamenti nei giorni scorsi, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino torna a richiamare gli escursionisti al rispetto delle ordinanze ancora in vigore. L’attenzione è rivolta soprattutto al sentiero SAT E583 – Ferrata delle Scalette, chiuso dal luglio 2024 e tuttora considerato a rischio.
Il Sentiero delle Scalette è un itinerario ad anello molto frequentato che parte da Gardeccia, attraversa il Cògol del Larsech e raggiunge il Rifugio Antermoia attraverso il passo di Laussa. Il percorso prosegue quindi verso il Rifugio Passo Principe e la valle del Vajolet.
La chiusura si è resa necessaria dopo il 23 luglio 2024, quando un importante distacco dal Gruppo del Larsec, tra la Pala di Mesdì e il Gran Cront, aveva interessato anche il tratto di sentiero che collega la conca del Gardeccia all’attacco della Ferrata delle Scalette. Nell’area sono inoltre presenti altri massi instabili. Per questo motivo il sindaco di Sèn Jan de Fascia aveva disposto la chiusura immediata del percorso, un’ordinanza che è tuttora in vigore.
Due interventi in poche settimane
Nonostante il divieto, durante l’estate sono già stati necessari interventi di soccorso proprio in quella zona.
Il 13 luglio due giovani si erano trovati in difficoltà dopo essere partiti dal Rifugio Antermoia. Uno dei due aveva riportato leggere contusioni a un ginocchio. I due non erano più in grado di proseguire e si trovavano in un canalone instabile, a circa 1.930 metri di quota, lungo il sentiero che dalle Scalette conduce verso Gardeccia, proprio nell’area interessata dalla frana del 2024.
La Stazione Centro Fassa del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino era intervenuta via terra con quattro operatori.
Uno scenario simile si è ripetuto il 31 luglio, quando dieci persone sono rimaste bloccate sulla ferrata a causa del maltempo. Nessuno degli escursionisti presentava condizioni sanitarie urgenti, ma sei operatori del Soccorso Alpino sono dovuti intervenire via terra per riportare in sicurezza il gruppo.
«Rispettare i divieti significa tutelare anche i soccorritori»
Il Soccorso Alpino invita quindi tutti gli escursionisti a prestare la massima attenzione alla segnaletica e alle ordinanze presenti sul territorio.
Il rispetto dei divieti, sottolineano i soccorritori, è fondamentale non soltanto per evitare di mettere a rischio la propria incolumità, ma anche per non esporre a pericoli gli operatori chiamati a intervenire in caso di emergenza.
L’appello è dunque rivolto al buon senso di chi frequenta la montagna: prima di intraprendere un itinerario è importante verificare che il percorso sia aperto e praticabile e attenersi alle eventuali chiusure ancora in vigore.
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