la scoperta
martedì 29 Settembre, 2026
Riva, sotto l’ex panificio Vivaldelli trovate mura medievali. Da domani gli scavi esplorativi. Mottes: «Ci aspettiamo uno strato romano»
di Veronica Antoniazzi
Stop al cantiere privato per consentire alla Soprintendenza per i beni e le attività culturali di svolgere le dovute indagini archeologiche
Accanto alle Terme romane, lungo quello che oggi è uno dei principali viali d’ingresso a Riva, riaffiora un altro frammento della storia della città. Dagli scavi in corso all’ex panificio Vivaldelli, in viale Roma, sono infatti emerse le sommità di alcuni muri medievali. Un nuovo tassello di quella «Riva sotterranea» che, strato dopo strato, conserva le tracce delle diverse epoche attraversate dalla città. Epoche ancora oggi ben visibili proprio lungo viale Roma, dove, nell’arco di meno di cinquecento metri, si incontrano la chiesa dell’Inviolata, edificata nella prima metà del XVII secolo, le Terme romane del I secolo d.C. e Porta San Michele, attestata già in documenti del XIII secolo.
Alla preventivata pausa estiva del cantiere privato è dunque seguito un ulteriore stop, anch’esso programmato, per consentire alla Soprintendenza per i beni e le attività culturali di svolgere le dovute indagini archeologiche. Da mercoledì entrerà nel vivo una nuova fase, che consisterà in ulteriori scavi per riportare completamente alla luce le strutture, analizzarle e datarle con maggiore precisione, verificando al tempo stesso che cosa si nasconda negli strati sottostanti. «Considerato che siamo all’interno della città romana e medievale, in una zona dove ci sono peraltro anche erosioni fluviali, l’area è sotto stretto controllo. Fin dal primo momento in cui sono entrati i mezzi della ditta di costruzioni noi eravamo presenti», spiega Elisabetta Mottes, sostituta direttrice dell’Ufficio Beni archeologici della Provincia di Trento. Nel Prg la zona è infatti segnalata come «area ad alto potenziale archeologico»: questo significa che, nel momento in cui vengono effettuati lavori nel sottosuolo, l’Ufficio interviene preventivamente per seguirne lo sviluppo. Già da tempo è stato predisposto un progetto di intervento e controllo degli scavi sia per l’ex panificio sia per il vicino ex cinema Roma. Due cantieri distinti, benché del medesimo impresario, contigui e accomunati dall’interesse archeologico di una zona che già dagli anni Novanta, proprio in corrispondenza del panificio, è stata interessata da rinvenimenti. «È tutta un’area della Riva sotterranea in corso d’indagine – prosegue Mottes –. Domani entreremo nel vivo della fase di approfondimento».
Finora gli archeologi hanno potuto individuare soltanto le teste dei muri medievali. Sarà lo scavo vero e proprio a consentire di capire dimensioni, caratteristiche e datazione delle strutture e, soprattutto, che cosa si conservi al di sotto. Perché quello medievale potrebbe essere soltanto il primo strato. «Come tutte le città, Riva è stratificata – osserva Mottes –. A meno che non ci siano state delle erosioni antiche, come è successo in una parte del cantiere, ci aspettiamo di trovare anche dei livelli romani». Un’ipotesi coerente con la storia archeologica dell’area, a pochissima distanza dalle Terme romane. Per sapere fino a dove porteranno gli scavi bisognerà però aspettare. Al momento è troppo presto anche per stabilire quale sarà il destino delle strutture rinvenute. «Dobbiamo attendere almeno un mese e mezzo e il prosieguo dello scavo per poterle valutare», conclude Mottes. Solo allora sarà possibile ricostruire con maggiore precisione un altro frammento della Riva che, per secoli, è rimasta nascosta sotto la città contemporanea.
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