Economia
lunedì 30 Marzo, 2026
Rilancio del Trentingrana, stabilità dei prezzi, tutela dell’allevamento di montagna: accordo (e pace fatta) fra Concast e Latte Trento
di Redazione
Scongiurata la scissione nel comparto bianco: l'intesa tra il Consorzio dei Caseifici e la cooperativa di via de Gresti, con la regia di Provincia e Federazione, fissa le regole fino al 2029
Il sistema lattiero-caseario provinciale volta pagina e sceglie la strada della compattezza. È stato ufficialmente sottoscritto il Protocollo di intesa tra il Concast (Consorzio dei Caseifici della Provincia di Trento) e Latte Trento Società Cooperativa, un atto che mette fine a mesi di incertezza e tensioni interne. L’accordo, siglato con la partecipazione della Federazione Trentina della Cooperazione e della Provincia autonoma di Trento in veste di osservatori-garanti, si pone tre obiettivi strategici: rafforzare l’unità della filiera, sostenere il reddito degli allevatori e consolidare la competitività del sistema cooperativo sui mercati nazionali e internazionali.
Un contesto di crisi
L’intesa non arriva per caso, ma interviene in un momento storico estremamente delicato. Il mercato lattiero-caseario sta affrontando una fase complessa, segnata da una progressiva riduzione dei prezzi del latte alla stalla e da forti pressioni economiche che gravano su ogni anello della produzione. Tali dinamiche mettono a repentaglio la sostenibilità economica delle aziende agricole, specialmente quelle situate nelle aree montane. In questi territori, l’attività zootecnica non è solo un settore economico, ma svolge una funzione essenziale di presidio ambientale e sociale. In questo scenario difficile, il Consorzio ha saputo garantire finora una discreta tenuta delle produzioni casearie tradizionali, con il Trentingrana a fare da capofila per l’intero comparto.
I dettagli dell’accordo
Il punto di svolta politico e industriale del Protocollo è il superamento della richiesta di uscita dal Consorzio precedentemente avanzata da Latte Trento. Le parti hanno definito un percorso condiviso di durata triennale, che partirà il 1° luglio 2026 per concludersi il 30 giugno 2029. Questo triennio sarà dedicato alla ricostruzione di un rapporto stabile e trasparente.
Soddisfatto il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti: «L’intesa rappresenta un segnale importante di responsabilità. In un contesto di incertezza internazionale, la capacità di fare sistema è decisiva per garantire stabilità agli allevatori. L’allevamento è un presidio fondamentale per la tutela del paesaggio e la coesione delle comunità. Sostenere questo settore significa difendere un modello di sviluppo sostenibile e creare opportunità per i giovani».
Sulla stessa linea Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina, che ha sottolineato il valore simbolico della firma avvenuta proprio nella “Casa della Cooperazione”: «Abbiamo vissuto mesi difficili, ma l’impegno costante nella ricerca di una sintesi ha pagato. È un risultato importante raggiunto grazie all’intervento della Provincia, sempre al fianco del sistema cooperativo nei momenti di difficoltà».
I punti qualificanti: produzione, prezzi e governance
Entrando nel merito tecnico, l’intesa prevede impegni precisi. Latte Trento revoca formalmente le procedure di uscita e si impegna a garantire un forte incremento nella produzione di forme di Trentingrana, pilastro centrale per la valorizzazione del latte trentino. Parallelamente, il documento definisce un nuovo quadro di regole per:
Determinazione del prezzo: parametri certi per proteggere il reddito dei soci.
Ripartizione dei costi e governance: maggiore trasparenza nei processi decisionali.
Commercializzazione: rafforzamento delle sinergie nelle vendite per ottimizzare i costi e difendere il valore del prodotto finito.
Stefano Albasini, presidente di Concast, ha commentato: «Ritroviamo l’unità per il bene dei nostri soci allevatori. Sappiamo che stare insieme a volte è faticoso, ma solo con la solidarietà possiamo costruire un futuro che ci rappresenti tutti”. Anche Renato Costa, presidente di Latte Trento, ha espresso ottimismo: “In questi due anni siamo stati ascoltati. Questo protocollo affronta e regola finalmente le questioni che ci stavano maggiormente a cuore».
Il valore distintivo del modello “a secco”
Un capitolo rilevante del Protocollo riguarda il riconoscimento dell’allevamento come strumento di prevenzione del dissesto idrogeologico e vitalità delle aree rurali. In questo senso, viene data particolare enfasi al modello produttivo “a secco”, tipico delle zone alpine. Questo metodo non è solo una tradizione, ma un fattore distintivo di qualità superiore e sostenibilità che il sistema cooperativo intende promuovere con forza.
Strategie di lungo periodo
L’iniziativa non è isolata, ma si inserisce in una strategia più ampia. Il rafforzamento della filiera sarà infatti accompagnato da strumenti mutualistici e interventi finanziari dedicati, pensati per scortare le imprese cooperative attraverso la profonda trasformazione dei mercati globali. L’obiettivo finale resta la stabilità di un sistema che, da solo, rappresenta l’identità economica e paesaggistica di gran parte del Trentino.
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