Il caso
venerdì 23 Gennaio, 2026
«Prigionieri della mafia»: l’ex consigliere di Riva del Garda Lorenzo Prati a processo per diffamazione
di Leonardo Omezzolli
Dopo l'uscita sui social contro l’ex amministrazione Mosaner rifiutò di scusarsi. Rinviato a giudizio, la sentenza a giugno
Il verdetto arriverà a giugno, ma ieri mattina al tribunale di Rovereto si è entrati in fase dibattimentale con l’ascolto dei teste di ambo le parti in merito all’ormai annosa vicenda che vede imputato l’ex consigliere Lorenzo Prati (all’epoca dei fatti consigliere di minoranza) accusato dal Pd di Riva e in particolare dall’allora uscente maggioranza (Adalberto Mosaner, Alessio Zanoni, Gabriele Bertoldi e Tiziano Chizzola), di averli diffamati sui social con un chiaro riferimento all’essere mafiosi.
La vicenda risale al settembre del 2020 tra il primo e il secondo turno elettorale prima della vittoria alle elezioni che portarono a palazzo Pretorio Cristina Santi non prima di aver siglato l’apparentamento con l’allora candidato sindaco Mauro Malfer. In quel periodo di fervente campagna elettorale la candidata Santi aveva pubblicato sui social uno scatto che la ritraeva insieme a Luca Zaia giunto a Riva per rilanciare la campagna in vista del ballottaggio. Nei commenti sottostanti Prati ha poi scritto «Il 4 Ottobre finalmente liberiamo Riva». Commento che aveva ricevuto l’immediata replica da parte di Gabriele Bertoldi il quale rispose che «Riva è stata liberata più di 70 anni fa. Non siete diventati “moderati” dopo l’accordo?» Accordo che, come detto, è da riferirsi all’apparentamento con Malfer, elemento, tra le altre cose, oggi al centro delle indagini Romeo tra i rapporti pubblici e privati e che vede indagate 28 persone tra le quali diverse istituzioni locali. A quel commento un altro utente aveva poi scritto «Perché a Riva siete prigionieri?» Ed è qui che spunta il commento incriminato di Prati che ritorna nel dialogo informatico sentenziando «dalla Mafia!»
Nel successivo Consiglio comunale il Pd chiese al consigliere di fare le proprie scuse per quanto scritto e per aver fatto un’associazione tra quella che è una piaga nazionale all’organo di governo della città. Scuse non pervenute che hanno portato il Pd a presentare querela. Prati è stato rinviato a giudizio per diffamazione ed ora è iniziato il dibattimento la cui sentenza è attesa per giugno.
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