Il proceso
domenica 3 Maggio, 2026
Pinzolo, Cereghini: «Una liberazione essere assolto, avevo fiducia nella giustizia»
di Benedetta Centin
Azzerate le accuse sull'appalto delle luminarie e altre due vicende. «Non ho mai pensato di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ho sempre avuto calore e vicinanza di cittadini e comunità trentina attraverso i sindaci»
«Prima che una soddisfazione questa sentenza di assoluzione è una liberazione. Sì, proprio così: una liberazione. Quando mi ha chiamato il mio avvocato, Roberto Bertuol, e mi ha riferito la decisione del tribunale collegiale ha preso fiato: era la notizia che aspettavo, che speravo. Non ho mai pensato di aver fatto qualcosa di sbagliato o dubbioso e confidavo nella giustizia». Commenta così il primo cittadino di Pinzolo e presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal) Michele Cereghini, l’esito di questo lungo procedimento penale che l’ha tenuto sulla graticola per oltre sette anni.
La Procura di Trento, nel 2019, aveva chiesto e ottenuto dal giudice un provvedimento molto pesante per il sindaco allora al suo primo mandato e cioè il divieto di dimora a Pinzolo per un presunto, possibile inquinamento delle prove. Misura, questa, che era stata poi revocata dal tribunale Riesame dopo una ventina di giorni circa. «L’esilio è finito» aveva commentato al tempo lo stesso Cereghini, evidenziando come fosse sereno, convinto di aver lavorato in buona fede. Lui come gli altri che da indagati erano diventati imputati. «È stato un processo lungo, passato anche attraverso la sospensione dovuta al covid, ma la giustizia ha fatto il suo corso» le parole di Cereghini, che ringrazia chi, nonostante il procedimento penale, una spada di Damocle, non ha mai smesso di credere in lui. «Fin da subito e nel tempo ho avuto grande calore e vicinanza da parte dei cittadini e della comunità trentina attraverso i sindaci: mi hanno dato fiducia per rappresentarli» fa sapere. Di suo è comunque convinto che «amministratori e tecnici prendono decisioni che hanno comunque rischi e responsabilità. I pensieri davanti alle scelte fatte erano presenti — dice — Io ho sempre cercato di capire, di approfondire, attraverso funzionari e tecnici comunali, per cercare ciò che si poteva fare nell’interesse dell’amministrazione che rappresento (questo è il suo terzo mandato da sindaco ndr). E dopo essere finito indagato non nascondo che qualche scrupolo in più me lo sono fatto e ho prestato più attenzione con gli enti sovracomunali».
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