il caso
giovedì 27 Novembre, 2025
Picchia il papà malato e minaccia i carabinieri: «Ho una molotov». Cinquantenne arrestato
di Patrizia Rapposelli
All’origine delle vessazioni ci sarebbero motivi futili, verosimilmente legati anche a questioni economiche
Ha più volte minacciato pesantemente il padre anziano e malato, arrivando a dirgli che gli avrebbe spaccato la testa.
Un cinquantenne della val di Fiemme è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti e lesioni, aggravate dal rapporto di parentela. All’alba di ieri i carabinieri della compagnia di Cavalese hanno eseguito nei suoi confronti l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal pubblico ministero, Davide Ognibene, e disposta dal giudice per le indagini preliminari (Gip) Marco Tamburrino. Un atto necessario per tutelare l’anziano e prevenire ulteriori episodi di violenza.
L’arresto è stato movimentato: il cinquantenne avrebbe minacciato i militari dicendo loro di avere in casa delle bombe molotov, ordigni artigianali molto pericolosi una volta innescate. Di fatto sono dispositivi incendiari normalmente associati alle bottiglie di vetro riempite di un liquido infiammabile, tappate con uno straccio imbevuto di benzina che funge da rudimentale miccia.
Nell’abitazione, fortunatamente, non ne sono state trovate, ma i carabinieri hanno comunque rinvenuto materiale infiammabile.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i maltrattamenti andavano avanti da tempo. All’origine delle vessazioni ci sarebbero motivi futili, verosimilmente legati anche a questioni economiche e allo stato di fragilità in cui viveva il cinquantenne. Dall’altra parte, il padre anziano era costretto a vivere nella paura, in un clima costante di tensione, minacce e comportamenti aggressivi.
Una situazione al limite che è esplosa a inizio novembre, quando il cinquantenne ha colpito il padre al volto e alla testa, facendolo finire all’ospedale e procurandogli una prognosi di cinque giorni.
Ora l’uomo, difeso dall’avvocato Marco Vernillo, si trova nella casa circondariale di Spini di Gardolo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia, previsto per i prossimi giorni.
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