Giustizia
venerdì 29 Maggio, 2026
Pedinava e insultava la ex anche sotto casa e davanti all’asilo della figlia: imprenditore trentino condannato per stalking
di Ubaldo Cordellini
Confermata in appello la condanna a 10 mesi per un quasi cinquantenne. L'uomo si difendeva ricordando le vacanze passate insieme alle Maldive e a Dubai, ma per i giudici non cancellano le persecuzioni e le minacce
La loro relazione è cambiata con il Covid. Da rapporto sereno e tranquillo si è trasformato in un conflitto continuo. Liti, anche molto accese, si alternavano a periodi di calma, solo apparente. Il fuoco covava sotto la cenere per qualche giorno e poi tornava a divampare. Lui è un quasi cinquantenne trentino, imprenditore che gestisce locali pubblici, lei è la sua ex compagna, bolzanina di 41 anni che, subito dopo la pandemia si è sentita soffocare e l’ha denunciato per maltrattamenti e stalking. La vicenda è finita davanti al giudice Carlo Busato del Tribunale di Bolzano che con sentenza del 13 novembre 2025 ha condannato l’imprenditore a 10 mesi di reclusione e al pagamento di un risarcimento di 12 mila euro. Condanna confermata in appello nella primavera 2026 nonostante l’uomo si dichiarasse del tutto estraneo alle accuse, tanto da spiegare che durante il periodo in cui avrebbe maltrattato e perseguitato la sua compagna lei lo ha accompagnato in due vacanze, una alle Maldive e una a Dubai. Argomento che, però, non è stato ritenuto sufficiente dal giudice per dimostrare l’innocenza dell’imprenditore trentino.
I fatti si sono svolti tra il gennaio e il novembre 2020 in pieno lockdown. La donna, che si è costituita parte civile tramite l’avvocata Elena Biaggioni, ha spiegato che il compagno e datore di lavoro la sottoponeva a maltrattamenti psicologici continui. La seguiva in macchina, la insultava e la faceva sentire una nullità per inezie. Poi le chiedeva scusa. L’imprenditore accusava la sua ex di averlo usato per farsi mantenere e di averlo poi lasciato. Le gridava di essere una prostituta. Una volta l’ha presa per un braccio davanti all’asilo della figlia di lei. La seguiva fino sotto casa in auto, le faceva altre scenate. Poi la implorava di tornare con lui. Il loro rapporto era naufragto subito dopo il lockdown. L’uomo, a quel punto ha giocato la carta delle Maldive. Ha invitato la compagna a passare quindici giorni in un resort di lusso, ma anche il mare cristallino dell’arcipelago non avrebbero contribuito molto a migliorare la situazione. I giorni alle Maldive sembravano aver riportato la serenità tra i due, ma il ritorno a casa e al solito tran tran, al lavoro, ha fatto nuovamente crollare tutto.
L’imprenditore ha invitato la donna a fare insieme un altro viaggio a Dubai e lei ha accettato nuovamente. Ma anche questa vacanza non è servita a molto. Anzi. Secondo l’accusa, l’uomo sarebbe diventato ancora più cattivo e propenso ad avere scoppi d’ira. La donna a quel punto ha cercato di troncare la relazione, ma come spesso accade, l’uomo non si è rassegnato e avrebbe continuato ad alternare scenate e scoppi d’ira a pianti e richieste disperate di tornare insieme, ma l’effetto è stato il contrario. Secondo la sua ormai ex compagna si sarebbe trasformato in uno stalker alla ricerca di contatti non graditi. Il 6 ottobre 2020 la donna si è licenziata non potendo più sopportare il clima di terrore e ansia in cui versava. Tanto che temeva anche per la madre, che veniva vista dall’imprenditore come causa principale della loro rottura. La donna poi ha presentato denuncia e il caso è finito sul tavolo della pm Donatella Marchesini che ha chiesto il rinvio a giudizio.
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