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martedì 23 Giugno, 2026

Nuova bufera doping su Alex Schwazer, positivo all’Epo. «Sono innocente ma questa volta non mi difenderò»

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Il marciatore altoatesino non ha superato i controlli dopo la gara del 26 aprile dove ha stabilito il record italiano

Una nuova bufera legata al doping investe Alex Schwazer, campione olimpico di marcia a Pechino 2008 e già due volte positivo in carriera. La Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca, ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del marciatore azzurro «per una possibile violazione delle norme antidoping», si legge in una nota dell’agenzia, che «ha imposto una sospensione temporanea all’atleta» e ha «presentato una denuncia alla procura competente ai sensi della legge contro il doping». Schwazer, che lo scorso 26 aprile aveva partecipato ai campionati nazionali in Germania di maratona di marcia, trionfando in solitaria con il tempo di 3h01’55”, record italiano sulla distanza, in quell’occasione dunque è risultato positivo all’Epo, sostanza riscontrata «sia nelle urine che nel sangue dell’atleta», fa sapere la Nada.

«Io sono innocente, ma questa volta non mi difenderò più perché non ho la forza e l’energia di farlo», le prime parole di Schwazer nel corso di una conferenza stampa via Zoom convocata in fretta a furia dall’entourage del 41enne altoatesino. «Se penso a tutte le battaglie dopo Rio, ricorsi e contro ricorsi, non ce la faccio più. Io ormai ho 41 anni, ho una bellissima famiglia, un lavoro che mi da tanto e non ha nulla a che fare con lo sport. Mi rimetterei in una battaglia che mi sfinirebbe a livello psicologico», ha aggiunto l’atleta squalificato già nel 2012 dopo esser risultato positivo all’Epo in seguito a un controllo a sorpresa effettuato pochi giorni prima dei Giochi di Londra e successivamente nel 2016 per la presenza nelle urine di metaboliti di testosterone, positività emersa in un controllo effettuato l’1 gennaio (ma denunciata sei mesi dopo, il 21 giugno), qualche settimana prima delle Olimpiadi di Rio 2016. Schwazer ammise di essersi dopato nella prima occasione, mentre nella seconda ha sempre sostenuto di essere stato vittima di un complotto internazionale. Una storia che negli anni ha diviso opinione pubblica e mondo sportivo, fino a diventare oggetto di un documentario distribuito da Netflix.

«Non ho assunto Epo, così come non ho assunto altre sostanze vietate», ha detto questa volta Schwazer. «A livello difensivo non faremo nulla, possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. Non mi importa più nulla. Chiederemo solo le contro analisi a patto che venga analizzato anche un residuo di urine del controllo stesso che abbiamo portato a casa. Se no ne farò a meno», ha aggiunto. Questo perché «non ho alcuna fiducia nel sistema», ha detto Schwazer. «Prendo atto che nello sport non ci posso più stare, ho la coscienza a posto e sono contento della mia vita», ha aggiunto.

Al fianco di Schwazer si è ancora schierato il suo ex allenatore Sandro Donati, che ha inviato un messaggio letto in conferenza. «Posso solo esprimere sorpresa, incredulità e amarezza per la nuova positività di Alex. Ho allenato Schwazer fino al 2016, quando ha chiuso la sua attività. Sono sempre rimasto in buoni rapporti con lui, anche quando ha ripreso con un altro allenatore. Ero presente alla gara di Francoforte e sono riuscito a ottenere una terza provetta di urina, spero si voglia procedere all’esame di questa urina», ha detto Donati.

Schwazer ha anche risposto ai commenti velenosi di alcuni atleti della nazionale sui social. «Buoni Europei, non mi aspettavo altro e non me ne frega niente», ha detto. Il riferimento è in particolare al campione olimpico di Tokyo 2020 della 20 km Massimo Stano, che sulle sue storie Instagram ha postato una foto di Schwazer con il riferimento alla conferenza stampa e ha lanciato un «sondaggio» chiedendo «secondo voi da cosa sarà contaminato: pomata, bistecca o asciugamano in palestra». Pesante anche il commento della campionessa olimpica Antonella Palmisano, con un eloquente doppio emoticon sempre nelle storie di Instagram.