Politica

martedì 7 Maggio, 2024

Nomine dei Garanti, ancora lunga la strada: al Corecom avanza Bertolini

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Intanto si apre il caso Huber: non ha mai partecipato alle riunioni, ma preso il gettone

L’impasse sulle nomine dei Garanti è trasversale. Destra o sinistra non riescono a trovare candidatati che vogliano spendersi per questi incarichi. Il Garante dei detenuti e quello dei minori sono per prassi delle minoranze, ma seppur la ricerca del profilo adatto sia iniziata ormai da mesi, nessuna certezza: «Stiamo valutando alcuni curriculum», fanno sapere dall’opposizione. In difficoltà anche la maggioranza, che dovrebbe indicare il Difensore civico. Per questo ruolo si è fatto il nome dell’ex avvocato della Provincia Giacomo Bernardi, che però non sembra andare bene alla minoranza, e non entusiasma nemmeno la stessa maggioranza. Che fare dunque? Si rinvia il punto all’ordine del giorno un’altra volta, e quindi nella seduta del Consiglio provinciale convocata per oggi di nomine non se ne parlerà. Anche se c’è una scadenza che dev’essere rispettata, quella del rinnovo del Corecom, il Comitato regionale provinciale per le comunicazioni.
Scambio di posti Bezzi-Bertolini
Per la presidenza del Corecom si era fatto avanti l’ex deputato ed ex consigliere provinciale Giacomo Bezzi, in quota Fratelli d’Italia. Nome però archiviato perché gli uffici di Palazzo Trentini hanno verificato la mancanza di requisiti. Bezzi dunque andrà alla Trentino School of Management (Tsm) e l’attuale presidente della Tsm Roberto Bertolini — in quota La Civica — andrà alla presidenza del Corecom. Oltre al presidente — deciso di concerto dai presidenti della Provincia e del Consiglio provinciale — maggioranza e minoranza dovranno nominare ciascuna un consigliere. La minoranza proporrà Davide Pedrolli, 29 anni, laureato in Giurisprudenza a Trento, giornalista pubblicista che ha collaborato con giornali locali ma anche europei. La maggioranza non ha ancora deciso — «c’è una rosa», dicono dal centrodestra — ma sembra che si opterà per un pensionato, che non potrà però percepire l’indennità, che se per il presidente è di 2.940 euro lordi mensili, per i consiglieri è di 784 euro lordi mensili. In ogni caso, non si deciderà oggi, nemmeno per il Corecom. Ma solo per questa nomina si rinvia a domani: «Oggi non c’è Fugatti, è a Roma, e serve lui per definire la scelta del presidente».
La consigliera sempre assente
In tema di Corecom, e di indennità percepita, è da segnalare il caso della consigliera uscente Ulrike Huber, nominata a inizio febbraio del 2023 in quota minoranza, indicata dal Pd. Giornalista altoatesina, fu scelta perché anche allora non si riusciva a trovare chi si volesse spendere per questo ruolo, che per meno di una decina di riunioni all’anno frutta quasi 800 euro lordi al mese. Huber si presentò alla prima riunione del Corecom, ma poi non si è più vista. «Non sono più stata convocata», si difende lei. «Sono stata eletta in febbraio dell’anno scorso, ho partecipato ad una riunione in marzo e poi a una sorta di rendicontazione dell’attività svolta». E poi? «Basta, non sono più stata chiamata. Nessuna mail, nessun messaggio. Ho pensato che forse non c’era più nulla da discutere». L’indennità, ammette però la giornalista, ha continuato ad incassarle: «Sì. Ma quando aveva accettato nemmeno sapevo che un’indennità fosse prevista.