cultura
venerdì 21 Febbraio, 2025
Museo Civico, la prima istituzione museale pubblica di Trento. Arriva un progetto per ricordare la sua storia
di Redazione
Obiettivo finale, da raggiungere in due anni: ricostruire virtualmente la composizione delle collezioni dell’antico Museo
Lunedì 24 febbraio ad ore 17.30 nella Sala Gerola del Castello del Buonconsiglio sarà presentato un progetto finanziato dalla Fondazione Caritro dedicato alla storia del primo museo pubblico di Trento, il Museo Civico. Il progetto biennale vede coinvolti il Castello del Buonconsiglio, il MUSE, la Fondazione Museo Storico del Trentino, il Mart, il Comune di Trento e la Biblioteca comunale.
Il primo museo pubblico della città di Trento, il Museo Civico, ebbe vita breve ma proficua: dalla sua eredità nacquero di fatto molte istituzioni museali trentine. Inaugurato a metà dell’Ottocento nelle sale della Biblioteca Comunale, il Museo Civico venne chiuso con lo scoppio della Prima guerra mondiale. Era nato grazie alle numerose donazioni e lasciti di cittadini trentini che desideravano partecipare alla nascita della prima istituzione museale cittadina, di cui riconoscevano l’importanza per affermare l’identità italiana. Allo stesso tempo vi era anche il desiderio di emulare i territori confinanti che già avevano musei pubblici come ad Innsbruck, Bassano, Verona o Mantova.
Il termine “bazar” era stato utilizzato da Giuseppe Gerola agli inizi del Novecento per descrivere le varietà collezionistiche del Museo Civico nelle quali erano confluiti non solo oggetti d’arte – stampe, dipinti, reperti archeologici, iscrizioni lapidee, monete, libri, esemplari di flora e fauna, fossili e minerali – ma anche beni “esotici”. Dopo la Grande guerra il ricco ed eterogeneo patrimonio della prima istituzione museale pubblica cittadina venne quindi “smembrato” ed affidato negli anni Venti a diversi istituti culturali, ovvero al Museo trentino del Risorgimento (oggi Fondazione Museo Storico del Trentino) al Museo Nazionale (oggi museo del Castello del Buonconsiglio), al Museo Civico di Storia Naturale (oggi MUSE), alla Biblioteca, e poi al Mart. Oggi il progetto “Museo Civico di Trento. Storia di una collezione” racconta e documenta questa storia.
Finanziato dalla Fondazione Caritro, si sviluppa grazie alla collaborazione tra Comune di Trento, Biblioteca comunale, e quei musei e istituzioni culturali le cui vicende sono “legate” alle collezioni del Museo Civico: il Castello del Buonconsiglio, il MUSE, la Fondazione Museo Storico del Trentino e il Mart. Obiettivo finale, da raggiungere in due anni: ricostruire virtualmente la storia e la composizione delle collezioni dell’antico Museo. Il progetto, che vede il Castello del Buonconsiglio come capofila, consentirà di ricomporre un importante tassello della storia di Trento e di una delle sue più antiche istituzioni culturali, un tempo fortemente radicata nel tessuto sociale cittadino. La Biblioteca e l’Archivio storico del Comune di Trento, depositari del nucleo documentario maggiore, metteranno a disposizione il materiale archivistico e forniranno supporto alle ricerche e alla digitalizzazione.
La Fondazione Museo storico, il Mart e il MUSE metteranno a disposizione il materiale di loro pertinenza e approfondiranno le relazioni tra i beni che conservano e i documenti della Biblioteca, con l’obiettivo comune di riunire virtualmente il patrimonio del Museo Civico. La raccolta sistematica del materiale documentario e la sua digitalizzazione consentiranno una lettura in chiave unitaria di questo patrimonio diffuso, agevolata dalla possibilità di interrogare i dati messi a disposizione, nella prospettiva di ulteriori studi e ricerche. I canali social degli enti coinvolti pubblicheranno periodicamente notizie e curiosità che emergeranno durante le ricerche.
Il termine “bazar” era stato utilizzato da Giuseppe Gerola agli inizi del Novecento per descrivere le varietà collezionistiche del Museo Civico nelle quali erano confluiti non solo oggetti d’arte – stampe, dipinti, reperti archeologici, iscrizioni lapidee, monete, libri, esemplari di flora e fauna, fossili e minerali – ma anche beni “esotici”. Dopo la Grande guerra il ricco ed eterogeneo patrimonio della prima istituzione museale pubblica cittadina venne quindi “smembrato” ed affidato negli anni Venti a diversi istituti culturali, ovvero al Museo trentino del Risorgimento (oggi Fondazione Museo Storico del Trentino) al Museo Nazionale (oggi museo del Castello del Buonconsiglio), al Museo Civico di Storia Naturale (oggi MUSE), alla Biblioteca, e poi al Mart. Oggi il progetto “Museo Civico di Trento. Storia di una collezione” racconta e documenta questa storia.
Finanziato dalla Fondazione Caritro, si sviluppa grazie alla collaborazione tra Comune di Trento, Biblioteca comunale, e quei musei e istituzioni culturali le cui vicende sono “legate” alle collezioni del Museo Civico: il Castello del Buonconsiglio, il MUSE, la Fondazione Museo Storico del Trentino e il Mart. Obiettivo finale, da raggiungere in due anni: ricostruire virtualmente la storia e la composizione delle collezioni dell’antico Museo. Il progetto, che vede il Castello del Buonconsiglio come capofila, consentirà di ricomporre un importante tassello della storia di Trento e di una delle sue più antiche istituzioni culturali, un tempo fortemente radicata nel tessuto sociale cittadino. La Biblioteca e l’Archivio storico del Comune di Trento, depositari del nucleo documentario maggiore, metteranno a disposizione il materiale archivistico e forniranno supporto alle ricerche e alla digitalizzazione.
La Fondazione Museo storico, il Mart e il MUSE metteranno a disposizione il materiale di loro pertinenza e approfondiranno le relazioni tra i beni che conservano e i documenti della Biblioteca, con l’obiettivo comune di riunire virtualmente il patrimonio del Museo Civico. La raccolta sistematica del materiale documentario e la sua digitalizzazione consentiranno una lettura in chiave unitaria di questo patrimonio diffuso, agevolata dalla possibilità di interrogare i dati messi a disposizione, nella prospettiva di ulteriori studi e ricerche. I canali social degli enti coinvolti pubblicheranno periodicamente notizie e curiosità che emergeranno durante le ricerche.
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