Musica e danza

giovedì 21 Maggio, 2026

Lo spettacolo del liceo Bonporti tra «Turandot» e «latinisti errantes». «I giovani vanno ascoltati»

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Il 28 e 29 maggio studentesse e studenti protagonisti al Sociale a Trento. Il regista è Paolo Rasera

Tra sogni, identità e futuro, il liceo musicale e coreutico Bonporti di Trento torna sul palco con uno spettacolo che prova a interrogare il presente attraverso l’arte. «Siamo solo una strana corsa sotto al sole» sarà il titolo dello spettacolo di fine anno e andrà in scena il 28 maggio alle 20.30 al Teatro Sociale, con una replica mattutina il 29 maggio alle 9.30 pensata per chi non potrà partecipare alla serata inaugurale.

Alla presentazione, al chiostro degli Agostiniani a Trento, studenti, docenti e organizzatori hanno raccontato il percorso, lungo buona parte dell’anno scolastico, che ha portato alla costruzione dello spettacolo: un progetto che nasce soprattutto dalle idee e dalle sensibilità dei ragazzi e delle ragazze. «Il tema è stato scelto con professori e dirigente, anche se le idee sono venute fuori principalmente dagli studenti — ha spiegato il regista Paolo Rasera — il senso di questo spettacolo vuole essere un’occasione di riflessione sulla fugacità del tempo e su come affrontare l’incertezza del futuro. Credo che fare queste cose ci dia la possibilità di riflettere, e che l’arte debba aiutare le persone, anche mandando piccoli, ma importanti, messaggi, con un linguaggio diretto e che esprima la parte migliore di se stessi». Il regista, alla guida del suo nono spettacolo al Bonporti, ha sottolineato poi come questo lavoro rappresenti anche la conclusione di un percorso artistico iniziato anni fa. «All’inizio abbiamo affrontato temi come la natura, Dante, in occasione dei 700 anni dalla morte nel 2021, o la guerra – ha continuato Rasera – negli ultimi quattro anni ci siamo concentrati sulle emozioni, sull’identità e sulle problematiche delle nuove generazioni. I giovani devono essere ascoltati: va ascoltata la loro anima e quello che hanno da dire».
Il programma si aprirà con l’orchestra di fiati del liceo impegnata nell’esecuzione della «Turandot», seguita da «L’Ultima Rosa» e dal brano di danza contemporanea «Via di Esodo». Nel secondo tempo spazio invece a un omaggio al Coro della Sat con tre brani dedicati alla montagna e alla storia della città di Trento, quindi un tributo a Vivaldi eseguito dall’orchestra d’archi. Ci saranno parti originali recitate e un richiamo alla classicità con i «Latinisti errantes» che faranno rivivere brani di Orazio e di Seneca.
«Sulla cultura si investe sempre meno e viviamo in un mondo sempre più crudo — ha osservato Rasera — pensiamo di essere lontani da ciò che accade nel mondo, ma poi ci accorgiamo che tutto influisce anche sulla nostra vita quotidiana, basta andare alle pompe di benzina o al supermercato. Il cuore dello spettacolo ruota intorno all’incertezza del presente e al significato del proprio cammino personale: il titolo parla della nostra corsa sotto al sole, cioè del percorso della vita».
Il messaggio finale sarà affidato a una frase simbolica, ossia «Non è sognare che ci aiuta a vivere, ma è vivere che ci aiuta a sognare». «I sogni bisogna viverli e coltivarli, altrimenti rimaniamo soltanto dei sognatori», ha concluso il regista.
Lo spettacolo quindi continuerà anche quest’anno il percorso di contaminazione artistica già sperimentato nelle ultime edizioni, unendo musica classica, danza contemporanea, recitazione e influenze musicali differenti. «Anche quest’anno non è stato facile scegliere – ha sottolineato la dirigente del Bonporti Daniela Simoncelli – ci sono state diverse proposte degli studenti che sono state scartate, ma a cui daremo lo stesso valore in altre occasioni». Un’esperienza con anche un importante valore educativo. «Cultura, danza, arte e comunicazione ci aiutano a rimanere ancorati a un’idea di bellezza, di sviluppo creativo ed emotivo. I ragazzi del Bonporti devono sviluppare studio, approfondimento ed esercizio, e penso che momenti come questo spettacolo rappresentano la sintesi di un percorso che è proseguito durante tutto l’anno scolastico», ha concluso Federico Lanaro, curatore grafico dello spettacolo.