Cronaca

lunedì 5 Ottobre, 2026

Morto in un incidente sul lavoro: si farà l’autopsia sul corpo di Daniele Gremes. Il dolore della famiglia: «Aveva tanti progetti di vita»

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L’operaio 27enne è morto dopo l’esplosione di un tubo a vapore. I sindacati: «Investire di più sulla sicurezza»

Disposta l’autopsia sul corpo di Daniele Gremes, l’operaio 27enne morto dopo essere stato investito da un getto di vapore fuoriuscito dall’impianto di lavorazione del latte nello stabilimento Eurial di Borso del Grappa, in provincia di Treviso.

La Procura della Repubblica di Treviso ha aperto un fascicolo sull’incidente mortale al colosso caseario di via Molinetto a Borso. Al momento l’indagine è per omicidio colposo ma senza indagati, e il sostituto procuratore che segue il caso attende la relazione dello Spisal per valutare eventuali altri provvedimenti.

L’infortunio è avvenuto mercoledì mattina, quando Daniele è stato investito da un’esplosione di vapore acqueo mentre stava lavorando accanto a una vasca a pressione per la lavorazione del formaggio. Una tubazione dell’impianto, destinata alla lavorazione della caseina, avrebbe ceduto all’improvviso. L’operaio è stato scaraventato con violenza a terra e ustionato.

I colleghi hanno subito lanciato l’allarme e cercato di prestargli i primi soccorsi. Le condizioni di Daniele sono apparse subito estremamente gravi. È stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dopo quasi trentasei ore di agonia è morto a causa dei traumi riportati.

«Daniele viveva con la sua amata Sara felice e pieni di progetti di vita assieme. Era sorridente e gentile e viveva per la sua famiglia», il dolore di zia Lorenza Denicolò.

Le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil del Trentino si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Daniele ed esprimono solidarietà alla famiglia dell’operaio.

I sindacati richiamano l’attenzione sulla necessità di «rafforzare i controlli» e «gli interventi in materia di sicurezza sul lavoro».

«Nel 2025, infatti, le morti bianche in Italia sono state quasi 1.200 e nei primi sette mesi di quest’anno si sono superate le 420 denunce per infortuni mortali — dicono — In Trentino i decessi sono stati 8 nel corso del 2025 e già 13 tra gennaio e luglio 2026».

«Il nostro primo pensiero va ai familiari e amici dell’operaio, cui ci stringiamo in questo momento di dolore — commentano i segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher — fermo restando le verifiche delle autorità competenti, che accerteranno la dinamica ed eventuali responsabilità nell’accaduto, ci troviamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro, in questo caso di un giovanissimo. In Italia si sono ormai superate le 1.000 morti e i 150mila infortuni gravi ogni anno».

A fronte di questi numeri i sindacati chiedono azioni concrete.

«Non possiamo più rinviare interventi che tengano conto della pericolosità e dell’usura dei lavori svolti, dell’età e delle condizioni psico-fisiche dei lavoratori e, soprattutto, della necessità di investire nella salvaguardia del personale — aggiungono — Investimenti indispensabili ma che in molte aziende sono ancora percepiti come dei costi. Tutto ciò non è più accettabile.

Servono controlli più efficaci e pervasivi, relazioni sindacali più strette e investimenti continui nella formazione, nella sicurezza e nell’efficienza dei macchinari. Non è possibile che, ancora oggi, chi si reca al lavoro non sappia se potrà tornare a casa dai propri cari».

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