L'inchiesta
mercoledì 17 Maggio, 2023
Morì sugli sci a Madonna di Campiglio, 3 gli indagati
di Benedetta Centin
Cristina Cestari, 25 anni, aveva perso la vita a Campiglio nel 2020. Iscritti con l’ipotesi di omicidio colposo tre referenti degli impianti, ma la Procura vuole archiviare. La famiglia marchigiana si opporrà per la terza volta
Sono tre i nomi riportati sulla copertina del fascicolo aperto dalla Procura di Trento in merito alla morte di Cristina Cesari, la venticinquenne di Civitanova Marche (Macerata) vittima di un drammatico incidente sulla pista nera Nube d’Oro a Madonna di Campiglio nel febbraio di tre anni fa. Ma è anche vero che la stessa Procura per la terza volta ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di archiviare l’inchiesta che vede indagati con l’ipotesi di omicidio colposo tre responsabili e referenti degli impianti sciistici. Questo perché non ravviserebbe responsabilità a loro carico. Si tratta in particolare dell’allora responsabile della sicurezza piste, del presidente del consiglio di amministrazione di allora e di un altro dirigente.
La Procura: «Si archivi»
Già per due volte il gip aveva accolto l’opposizione della famiglia Cesari all’archiviazione del fascicolo che inizialmente era stato aperto solo con l’ipotesi di reato, senza indagati. L’ultima volta il giudice, accogliendo le istanze degli avvocati dei parenti della ragazza, aveva invitato il pm a individuare i presunti responsabili e a procedere con la loro iscrizione sul registro degli indagati.
I parenti: «Protezioni inadeguate»
Ora, per la terza volta la Procura, non ravvisando negligenze o imperizie da imputare ai tre, ha chiesto ancora una volta di mandare in archivio l’inchiesta. E per la terza volta i difensori della famiglia Cesari, gli avvocati Flavio Moccia e Domenico Formica, hanno presentato opposizione. L’udienza per la discussione è fissata ai prossimi mesi. I legali di papà Carlo Cesari, di mamma Lorella e del figlio Matteo insisteranno ancora una volta sostenendo che non c’erano adeguate e sufficienti misure di sicurezza e protezione sul tratto affrontato dalla vittima, in particolare sul pendio a strapiombo tra una pista e l’altra dove la giovane era finita a quanto pare per evitare un altro sciatore, circostanza questa che le aveva fatto perdere aderenza e finire appunto fuori pista. Dove, è sempre la linea dei difensori dei Cesari, non c’erano neppure cartelli a segnalare il dirupo.
Il video dell’incidente
Era il 13 febbraio 2020, attorno alle 12.30, quando un gruppo di sciatori trovò la giovane assicuratrice incosciente sulla neve, sulla pista Variante Marchi dove era precipitata in velocità, dopo aver perso il controllo degli sci e aver fatto un volo di diversi metri, finendo appunto fuori tracciato. Le sequenze del terribile incidente sono state registrate da una telecamera installata su un pilone della funivia. I genitori della venticinquenne attendono la decisione del gip, nel frattempo convivono con un grande dolore e anche con l’indignazione di veder sparire dalla tomba della figlia fiori e ora pure un soldatino a cui era legata. «Dobbiamo sopportare anche questo» ha fatto sapere il padre Carlo.
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