Terra Madre

lunedì 9 Marzo, 2026

Minime sottozero che spariscono, ondate di caldo e aria stagnante: il report che «tropicalizza» Trento

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I numeri shock dello studio firmato 3bMeteo: in quindici anni la temperatura media si è alzata di 2.1 gradi

Una Trento in linea con un’Italia sempre più calda. L’indagine annuale del Sole 24 Ore sul «benessere climatico» in 107 città italiane vede il capoluogo trentino classificarsi al 70° posto, una performance simile a quella delle vicine Vicenza (83°), Verona (57°), Brescia (66°) e Sondrio (74°), ben al di sopra di Belluno (105°) ma parecchio al di sotto di Bolzano (40°). Il dato allarmante del rapporto però è quello dell’incremento di temperatura media, sia a livello nazionale che locale: se dal 2010 a oggi l’aumento è stato di 1.8 gradi, nel Nord questa cifra tocca anche i 2,3 gradi. A Trento, il dato parla di un innalzamento di 2.1 gradi: dai 12.3 del 2010 ai 14.4 di oggi, comunque al di sotto della temperatura media nazionale (16.3°C).

L’indagine
L’indice del Sole 24 Ore si basa sui dati forniti dal portale 3bmeteo e classifica il benessere climatico nelle varie province in base al punteggio ottenuto in quindici parametri (con punteggio in millesimi), che variano dalle ore di sole al giorno alla quantità e intensità di eventi estremi come temporali o ondate di calore. Il punteggio complessivo rientra poi nelle voci che vanno a comporre l’indagine sulla qualità della vita che il giornale realizza annualmente. A primeggiare nella graduatoria a livello nazionale è il Mezzogiorno: sul podio si trovano Bari, Barletta-Andria-Trani e Pescara. Per trovare una città del Nord si scende fino all’ottava posizione (Trieste), fra le grandi città le meglio classificate sono Venezia (15°) e Napoli (24°). Trento, alla settantesima posizione con un punteggio totalizzato di 580,2, si colloca subito prima di Milano (71°), Bologna (72°) e Firenze (78°), Torino è ancora più indietro (90°), a chiudere la classifica sono in ordine Caserta, Belluno, Terni e Carbonia (Sud Sardegna).

Eventi estremi
Il rapporto si focalizza nello specifico anche sul trend nel periodo 2010-2025 degli eventi estremi. L’aumento della temperatura media a Trento si rispecchia anche nella crescita registrata in questi singoli valori: a calare anche nettamente, infatti, è il solo numero dei giorni freddi, quelli con temperatura massima percepita inferiore ai tre gradi: se nel 2010 erano 31.3, l’anno scorso sono stati appena 5.7. Al contrario le giornate di caldo estremo (temperatura massima superiore ai 35°C) passano da 1.7 a 8.7, le cosiddette «notti tropicali» (giornate con temperatura media superiore ai 20°C nella fascia oraria 0-6) salgono da 18.7 a 56. E ancora: il numero di ondate di calore annue (temperature sopra i 30°C per più di tre giorni consecutivi) si alza da 12 a 13.3, mentre sale anche l’intensità delle piogge con accumuli medi nelle giornate piovose passati da 14.7 a 16.1 mm. Da notare, in ogni caso, come nella classifica del Sole 24 Ore diversi dei dati riguardanti questi fenomeni estremi collochino il capoluogo trentino sopra a quello che è il suo posizionamento finale: per il parametro delle notti tropicali, ad esempio, Trento è tredicesima, per quello delle ondate di calore è quarantatreesima, per l’intensità delle piogge è cinquantaduesima, per le giornate di caldo estremo è cinquantanovesima.

Poca nebbia e umidità «giusta»
Guardando ai singoli parametri, Trento registra il suo migliore punteggio alla voce «nebbia», con meno di una giornata nebbiosa di media all’anno (0.9) nel periodo 2015-2025. Si tratta del quarto valore migliore a livello nazionale, alle spalle di altre città alpine come Aosta, Sondrio e Bolzano. Positivo anche il parametro dell’umidità relativa, cioè del numero di giornate di «comfort climatico» (umidità non superiore al 70% e non inferiore al 30%): con un totale di 152.7 giorni annui, il capoluogo è all’ottavo posto nazionale nella singola graduatoria. Contenute, infine, anche il numero delle giornate particolarmente ventose, cioè con raffiche superiori ai 30 nodi, che sono appena tre all’anno: un dato che vale la nona posizione.
Oltre ai citati posizionamenti riguardanti gli eventi estremi, Trento registra un punteggio leggermente sopra quello finale anche al parametro del «soleggiamento», cioè del numero di ore di sole al giorno che sono 7.7, dato valido per la sessantottesima posizione della graduatoria.

Aria stagnante
Al contrario, le voci che penalizzano di più il capoluogo trentino sono quelle inerenti alla qualità e al ricambio dell’aria. L’aspetto più critico è quello della circolazione, cioè del totale annuo di periodi da quattro giorni che registrino precipitazioni inferiori a un mm giornaliero, vento medio inferiore ai 5 km/h e assenza di nebbia. A Trento i giorni che rispettano questi parametri sono stati meno della metà in un anno, cioè 153.5, che collocano il capoluogo al penultimo posto della graduatoria, sopra solamente a Torino dove il dato sale addirittura a 16. Come negli anni scorsi, particolarmente penalizzante è anche la voce della «brezza estiva», cioè dei nodi medi di vento nel periodo luglio-settembre: media che, a Trento, è di appena tre nodi, il che significa 105esimo posto in classifica. Nel capoluogo si registra anche uno dei valori italiani più alti in assoluto di escursione termica con 9.9 gradi di differenza dalla temperatura minima a quella massima (novantesima posizione), e dei giorni consecutivi senza pioggia ogni cento giorni non piovosi, che sono in media 12.4 all’anno (ottantottesima).

«Minime in aumento»
Roberto Barbiero, climatologo dell’Appa, invita alla prudenza nell’interpretazione dei dati: «Una classifica realizzata in base a una generica idea di “clima migliore” va presa con le pinze – spiega – Per fare un paragone e trarre delle conclusioni effettive sulle temperature medie, ad esempio, andrebbe preso in considerazione un periodo di 30 anni piuttosto che di 15. Non lo dico certo per screditare l’indagine fatta, ma piuttosto per puntualizzare che vedere Trento in basso in questa classifica non è una tragedia o un segnale allarmante, così come non sarebbe qualcosa di eccezionale vederla ai primi posti». Ci sono comunque delle voci a cui guardare con maggiore attenzione e che raccontano il trend climatico che sta interessando il capoluogo: «Sicuramente il dato sulle notti tropicali – prosegue Barbiero – Il loro aumento di numero è indice di un incremento delle temperature minime che è innegabile, e questo è un fenomeno che provoca disagi: al Sud a volte non si scende neanche sotto i 30 gradi, chiaro che a quel punto vivere tranquillamente senza avere dell’aria condizionata diventa difficile». Altro aspetto da evidenziare è la diminuzione dei giorni freddi: «Anche se i metodi di rilevazione differiscono da quelli di Meteotrentino sicuramente possiamo confermare che questo calo è reale, ed è un altro segnale dell’innalzamento medio delle temperature. Questi, secondo me, sono i due valori che danno più indicazioni, anche perché gli altri (come si vede nei grafici a destra, ndr) seguono un andamento decisamente più irregolare».