L'indagine

giovedì 30 Aprile, 2026

Maxi-frode fiscale sul fotovoltaico in Trentino: sette società indagate dalla Finanza per aver evaso 60 milioni e averne ottenuti 33 di incentivi

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Fanno tutte riferimento a una capogruppo tedesca, e avrebbero trasferito fittiziamente la sede legale per ottenere varie agevolazioni

Sette società in Trentino sono finite nel mirino della Guardia di Finanza di Trento con l’accusa di truffa aggravata per aver evaso 60 milioni di euro di contributi e averne ottenuti illegalmente altri 33 di incentivi.

L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli, da parte delle Fiamme Gialle di Rovereto, delle società operanti nel settore dell’energia elettrica. Le sette aziende finite sotto osservazione fanno riferimento a una capogruppo tedesca, proprietaria di diversi impianti anche in Centro e Sud Italia. Ad attirare l’attenzione dei finanzieri, il fatto che tutte le sette società avessero fittiziamente trasferito la propria sede legale in Trentino, al fine probabilmente di beneficiare dell’aliquota Irap ridotta. Un meccanismo attraverso cui era stata sottratta alla tassazione una cifra di circa 60 milioni di euro.

Le Fiamme Gialle indagano anche sugli incentivi erogati alle sette società dal Gse tra il 2011 e il 2024, per una cifra che ammonta a un totale di oltre 152 milioni di euro. Oltre 33 di questi sarebbero stati ottenuti indebitamente attraverso il cosiddetto “artato frazionamento”: gli impianti fotovoltaici sarebbero stati suddivisi in sotto-impianti di potenza inferiore, il che avrebbe consentito di accedere a tariffe vantaggiose e procedure semplificate per l’installazione. Ciò rende di fatto abusiva sia la realizzazione sia la messa in esercizio di questi impianti.

La Guardia di Finanza ha quindi comunicato alle Procure di Ancona e Bolzano l’ipotesi di truffa aggravata e la richiesta di sequestro delle somme illecite percepite. Il Gse è stato inoltre informato per il recupero della cifra erogata: finora sono già stati recuperati 500mila euro.