L'addio

venerdì 19 Giugno, 2026

Lutto nel mondo del calcio: è morto Igor Protti. La figlia Noemi: «Il tuo 90esimo minuto era portarmi all’altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza»

di

L'ex calciatore e dirigente sportivo, bandiera del Livorno e capocannoniere del Bari, si è spento dopo una lunga malattia all'età di 58 anni

Se n’è andato oggi, a 58 anni dopo una lunga malattia, l’ex calciatore e dirigente sportivo Igor Protti.

A darne l’annuncio la famiglia, che ha condiviso anche il messaggio che lo stesso Protti ha voluto lasciare prima di morire: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».

Nato a Rimini nel 1967, Protti inizia la carriera calcistica nelle giovanili della Sant’Ermete a soli nove anni, per poi far parte delle rose di Rimini – debuttando a 16 anni in prima squadra – Livorno, Messina, Bari e Lazio, e per brevi periodi in prestito a Virescit Bergamo, Napoli e Reggiana. Lasciato il calcio giocato nel 2005, si dedica alla dirigenza sportiva. Nel luglio 2025 rivela la diagnosi di un cancro al colon.

Unanime il cordoglio per la sua scomparsa proveniente dal mondo del calcio e non solo: in molto hanno voluto dedicare un pensiero all’ex bandiera del Livorno e capocannoniere del Bari per le sue doti sportive e umane. Tra i primi il presidente della Toscana, Eugenio Giani – «Per Livorno Igor non è stato soltanto un grande calciatore. È stato un simbolo, un punto di riferimento, una persona capace di entrare nel cuore della gente con la sua umanità prima ancora che con i suoi gol» – e il sindaco di Livorno, Luca Salvetti – «Un dolore immenso per me, per l’intera città di Livorno e per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo anche per un solo minuto».

Molte anche le voci dall’ambito calcistico. L’Us Livorno 1915 ricorda colui che ha regalato ai tifosi momenti di grande gioia come protagonista della storica cavalcata dalla Serie B alla Serie A nella stagione 2003-2004: «Ci sono persone che appartengono ad una squadra. E poi ci sono persone a cui una squadra appartiene. Igor era Livorno. Lo era in campo, fuori dal campo, nei giorni belli e in quelli difficili. Oggi se ne va un uomo che ha lasciato un segno che il tempo non cancellerà. Non servono parole grandi. Basta il suo nome». Il Pisa Sporting Club si unisce al lutto ricordando Protti come «simbolo di una rivalità fatta di passione e rispetto reciproco ed esempio di resilienza contro le avversità della vita». Anche la Lega Calcio Serie A e la Figc con il presidente Gabriele Gravina si stringono alla famiglia, ricordando i grandi meriti calcistici di Protti.

Un commovente ricordo arriva dall’ex compagno di squadra e amico Beppe Signori, che sui social scrive: «Oggi il calcio ha perso un grande uomo e io ho perso un grande Amico. Insieme abbiamo corso, sudato, segnato e sognato. Tu con quel sorriso da guerriero e quel cuore enorme che illuminava lo spogliatoio. Ci siamo sentiti al telefono qualche giorno fa, e non voglio credere che non ci saranno più quelle chiacchierate infinite, quelle risate e quei gol da festeggiare insieme. Riposa in pace, amico mio. Ti porterò sempre nel cuore, come ai tempi in cui eravamo invincibili. Un abbraccio forte ovunque tu sia».

Toccanti anche le parole della figlia Noemi, che Protti aveva accompagnato meno di un mese fa all’altare nonostante fosse già debilitato dalla malattia. Sul profilo Instagram la giovane scrive: «Le persone vedono il fischio finale, noi Ba abbiamo vissuto con te tutti i 90 minuti contro questo avversario bastardo, subdolo. La gente, come nelle partite di calcio, vede il risultato al 90esimo minuto, non gli altri 89. Te non hai perso Ba perché chi ti è stato vicino davvero sa quante cose sei riuscito a fare in questo anno, quanti traguardi, a partire dall’essere riuscito a vedere il film, il TUO film. Chi c’è sempre stato sa. Sono stati 90 minuti dove abbiamo cercato di andare avanti, di godersi ogni giornata ma con un dolore dentro immenso. Il tuo 90esimo minuto era portarmi all’altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo. A presto Ba La tua Chicchis».