Ateneo
martedì 22 Settembre, 2026
L’università di Trento sperimenta la sua prima raccolta fondi per la ricerca: si potrà donare per due progetti
di Davide Franzinelli
Una campagna prevede un'alternativa ai pesticidi, un'altra riguarda il neurosviluppo infantile: si potrà donare foino al 15 novembre
Si è aperta ieri a palazzo Sardagna, sede del rettorato dell’Università di Trento, la campagna di finanziamento per sostenere due progetti di ricerca legati alla salute ambientale e al benessere dei bambini e delle bambine, selezionati tra le quattordici candidature che hanno preso parte a una call interna indetta dall’ateneo. La campagna – la seconda di questo tipo da parte dell’università – si chiude domenica 15 novembre e si pone l’obiettivo di raccogliere 6mila euro per ciascuno dei due progetti.
Grazie alla volontà di trasformare intuizioni scientifiche in soluzioni concrete per il miglioramento della qualità della vita delle persone si rinnova anche quest’anno la campagna di crowdfunding dell’Università di Trento. Lo fa invitando cittadine e cittadini a contribuire attivamente allo sviluppo scientifico. «Il tema del crowdfunding è importante non solo per il sostegno concreto ai progetti che verranno finanziati, ma anche perché intende coinvolgere in maniera attiva la popolazione alla ricerca — ha sottolineato il rettore Flavio Deflorian — In Italia modalità di finanziamento di questo tipo alle università non sono così usuali, come in altri Paesi esteri. A Trento si possono vedere dei segnali verso la sensibilizzazione della comunità attorno alle ricerche dell’università».
La ricerca quindi entra nella vita e nelle quotidianità di tutta la popolazione. «I progetti di ricerca dell’Università di Trento riguardano tutti noi — ha spiegato la dirigente della Direzione comunicazione e relazioni esterne Alessandra Montresor — La decisione del rinnovo dell’iniziativa deriva dalla consapevolezza che le persone, se informate sulle capacità della ricerca, si sentono partecipi».
Il primo studio «Curiamo la nostra terra» – che fa capo al Centro agricoltura alimenti e ambiente (C3A) di San Michele all’Adige – è pensato per trovare una soluzione naturale all’inquinamento dei terreni, utilizzando microrganismi benefici per liberare il terreno da residui chimici e contaminati. Si stima che in Italia i residui di pesticidi siano presenti nel 55% delle acque superficiali e che, nel 79% dei casi, l’acqua potabile sia contaminata da Pfas. L’obiettivo del progetto è incidere su queste cifre e «curare la terra. A spiegare i dettagli del progetto di ricerca è stato il professore Gerardo Puopolo: «Da tempo stiamo lavorando per l’impiego di sostanze alternative in alpicoltura, con l’obiettivo di risanare i terreni da sostanze chimiche nocive, rilasciate ad esempio da pesticidi». Come verranno risanati i terreni? «Con l’aiuto di microrganismi benevoli, come funghi e batteri, che sarà possibile produrre grazie all’investimento in un fermentatore, che produrrà gli organismi, e in uno spettrofotometro, che misurerà la quantità di organismi prodotti».
Il progetto, che ha visto già una fase di sperimentazione nei terreni di San Michele all’Adige, promette di essere una soluzione efficace e disponibile per l’intero territorio.
Il secondo progetto – «I segnali segreti dei neonati», afferente al Centro interdipartimentale mente e cervello (Cimec) di Rovereto – si concentra sul monitoraggio dei neonati con la tecnologia dell’elettroencefalogramma per un’identificazione precoce delle alterazioni del neurosviluppo infantile. «La nascita del progetto – ha spiegato la professoressa Manuela Piazza — è legata alla constatazione che la maggior parte dei disturbi del neurosviluppo, come quelli specifici dell’apprendimento oppure dello spettro autistico, ad oggi vengono diagnosticati in maniera tardiva, cioè quando i segni del comportamento sono già evidenti: 3-4 anni per i disturbi dello spettro autistico mentre 7-8 per quelli specifici dell’apprendimento». Grazie a dei protocolli sull’utilizzo dell’elettroencefalogramma, totalmente sicuro e non invasivo, «si cercherà di misurare le risposte celebrali dei neonati in modo da ricevere indicazioni su possibili alterazioni celebrali prima che si manifestino», ha concluso Piazza.
Da qui al 15 novembre, l’università promuoverà la campagna di raccolta fondi sul territorio attraverso i prossimi appuntamenti sportivi, come la Trenta Trentina, il Trento Running Festival e in occasione, nel mese di ottobre, delle partite della Trentino Volley alla Bts Arena.
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