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lunedì 14 Luglio, 2025
L’ultimo saluto a Lorenzo Leonardelli sulle note di Paolo Conte, l’amico del cuore: «Sei stato un maestro per tutti noi»
di Patrizia Rapposelli
Alla cerimonia laica a Cadine alcuni amici hanno intonato «Sotto le stelle del jazz»
«Lollo eri incredibile. Il fratello maggiore che tutti sognano. Una forza della natura, la luce che guida». L’addio straziante di Vittoria. Un dolore infinito e lo sgomento per una tragedia che ha lasciato lacrime e il ricordo di un ragazzo straordinario. Ieri pomeriggio ci saranno state almeno cinquecento persone per dare l’ultimo saluto a Lorenzo Leonardelli nel prato di Cesura, tra le case di Cadine, sul quale si affaccia la sua casa, ristrutturata da poco, quella in cui viveva proprio con il fratello Gianmaria. C’erano amici, conoscenti, colleghi, una comunità intera stretta attorno a mamma Carla e papà Roberto che durante il rito laico hanno ringraziato tutta la gente che è arrivata per accompagnare loro figlio nell’ultimo viaggio. Quella di ieri è stata una cerimonia senza riti religiosi, ma carica di spiritualità con le canzoni di Battisti e Battiato suonate e cantate dai migliori amici di Lorenzo. «Vogliamo ricordarlo qui, nella sua Cadine», ha detto Daniele, il suo migliore amico, all’inizio della commemorazione. Nel giardino che lo ha visto nascere e crescere tra i fili d’erba e gli alberi dove, da piccolo, giocava a nascondersi e a costruire casette sull’albero fatte con quattro assi. Ieri il sole estivo illuminava la bara di legno chiaro posizionata proprio nel centro di quel prato e quasi acceca. Ma non quanto le lacrime che salgono su al solo pensiero di Lorenzo morto a soli 35 anni schiantato con la moto sulla parete rocciosa della statale della Gardesana venerdì. Un amico di Lorenzo ha ricordato quel terribile giorno: «Sappiamo tutti perchè siamo qui, non c’è bisogno di ricordarlo. E non vorremmo esserlo, ma sappiamo anche che non c’è modo migliore per salutarlo. Per fare in modo che il ricordo perduri a lungo. Lui stesso era legato ai ricordi e non sopportava che le storie e le conoscenze del passato si perdessero». Un tratto questo che rimarrà nel cuore anche di zio Fabrizio che soffre terribilmente per la perdita del nipote: «Il destino ha stravolto l’ordine delle cose». Insomma, Lorenzo ha davvero lasciato un segno profondo in tutti quelli che lo hanno conosciuto e non è una frase banale, perchè a dimostrarlo ieri sono stati i tanti che si sono stretti alla famiglia Leonardelli. C’era la corale Sant’Elena con il presidente Nardelli, i colleghi, amici universitari e storici che lo hanno ricordato con affetto e dolce ironia: «Hai scaldato la vita di tutti noi Lollo. Porteremo nel cuore il tuo buonissimo spezzatino, i bagni al lago e le avventure in vespa». E ancora: «Hai reso leggere le giornate al lavoro. Eri a Trentino Sviluppo da soli cinque anni eppure ti sei distinto per le tue doti umane e professionali». Lorenzo era tante cose, schietto e forte, un vulcano in piena di idee e progetti. Un giovane carismatico, capace di essere il collante. Lo ricorda il fratello Gianmaria con le lacrime agli occhi: «Lollo sa già tutto. Lui era connessioni e legami — la voce di Gianmaria è rotta dal pianto— La sua morte mi ha insegnato cos’è l’amore. A non dare nulla per scontato, mamma e papà vi voglio bene». Alla cerimonia di ieri il dolore si mischiava ai sorrisi suscitati dai tanti aneddoti raccontati: «Anche se i tuoi sermoni di geopolitica diventavano arrogantelli», ha detto la cugina con gli occhi rossi. L’ultimo viaggio di Lorenzo è stato una festa, come sarebbe piaciuto a lui. Ma nell’aria il dolore era tanto. Alla fine un mesto corteo ha accompagnato il feretro al carro funebre. Mamma Carla e papà Roberto, stretti a Vittoria e Gianmaria, non smettono di piangere, fanno qualche passo verso gli amici che li abbracciano. Il distacco da Lorenzo fa troppo male.
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