Economia

sabato 31 Ottobre, 2026

L’inflazione vola al 5,4%, Giorgetti: «Le guerre pesano sull’energia». Ed è scontro con le banche sulla Manovra

di

Il ministro: «Il sistema bancario deve aiutare lo Stato». Il presidente dell'Abi Patuelli critica le misure fiscali, mentre Panetta invita alla prudenza sui conti pubblici. Dall'indagine Acri-Ipsos emerge che il 63% degli italiani tiene i risparmi liquidi

«Purtroppo l’impatto delle guerre sulle materie prime energetiche è qualcosa che giustamente preoccupa». Lo ha detto ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, commentando il dato dell’inflazione a ottobre balzato al 5,4% come stimato in via preliminare dall’Istat. «Noi abbiamo portato in tutte le sedi internazionali, in Europa, le nostre preoccupazioni. Quello che si vede sull’inflazione, ahimè, è una drammatica conseguenza», ha spiegato Giorgetti a margine della Giornata mondiale del risparmio dell’Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio).

Parlando di manovra finanziaria, il ministro ha detto che «tutte le componenti del Paese devono contribuire al perseguimento del percorso di risanamento della finanza pubblica, in primis chi come il sistema finanziario ha largamente beneficiato. Ci rendiamo conto che si tratta di oneri significativi, ma che riteniamo nel tempo assorbibili senza riverberi negativi». «Lo Stato ha aiutato il sistema bancario con garanzie e Gacs (Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze, ndr), ora il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato nell’ultimo miglio decisivo», ha affermato. Il ministro si è poi rivolto al presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che era intervenuto prima dal palco per criticare le misure della Manovra a carico delle banche: «Più volte in queste settimane ho parlato di barca da proteggere in caso di burrasca, caro Patuelli siamo sulla stessa barca».

«Daremo una valutazione completa quando» la Legge di Bilancio «sarà presentata in Parlamento», ma «il mosaico di dichiarazioni degli esponenti del governo è preoccupante», aveva infatti affermato poco prima il presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana) Antonio Patuelli. Secondo lui da quanto è emerso «verrebbe aumentata ulteriormente la pressione fiscale» e queste misure, dall’aumento di Ires e Irap «ricadrebbero sugli azionisti».

Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, parlando dallo stesso palco, ha auspicato che il «nostro Paese prosegua sulla strada» della «prudenza di bilancio degli ultimi anni», «tanto più in un contesto internazionale così incerto». In più ha sottolineato come questa scelta «ha attenuato gli effetti del rialzo dei tassi globali. Il disavanzo si è ridotto dal 9 per cento del Pil nel 2020 a circa il 3. Diverse agenzie di rating – ha spiegato – hanno migliorato il giudizio sul merito di credito della Repubblica, contribuendo a contenere l’ampliamento dello spread rispetto ai titoli tedeschi; restano margini per giudizi più favorevoli».

Il presidente dell’Acri, Giovanni Azzone ha invece detto che le fondazioni bancarie sono rimaste «sorprese» dall’aumento fiscale contenuto nella Manovra che «sembra essere fra i 60 e i 70 milioni di euro», una somma «che sembra modesta per il bilancio dello Stato», ma che si traduce nella rinuncia a progetti di filantropia degli enti «per 20mila ragazzi Neet (che non lavorano né studiano) o di autonomia per 2000 persone disabili». Azzone si aspetta «eventuali prese di posizione di soggetti che avranno la riduzione dei benefici».

Infine è stata presentata una indagine Acri-Ipsos sulla propensione al risparmio: gli italiani restano risparmiatori prudenti, al limite della cautela, con il 63% che mantiene i risparmi liquidi, mentre il 26% ne investe una piccola parte e l’8% dichiara di averne investito la maggior parte. Resta stabile, rispetto allo scorso anno, la quota di italiani in grado di risparmiare senza dover fare troppe rinunce (45%).

Commenti: