Economia
sabato 28 Febbraio, 2026
Latte, è allarme anche in Trentino: «Crisi senza precedenti, prezzo calato del 9% in un mese»
di Massimo Furlani
Lettera di Latte Trento ai soci: «Ora i mesi più difficili. Ridurre le quantità»
Una crisi senza precedenti per il mercato del latte. È un messaggio allarmante quello contenuto nella lettera che ieri il presidente di Latte Trento, Renato Costa, ha mandato ai soci del caseificio più grande del Concast trentino: «Siamo davanti a una situazione particolare – si legge – Dopo un periodo con un valore dignitoso del latte e buone remunerazioni è arrivata una crisi di proporzioni mai viste con prezzi bassissimi e con difficoltà enormi nel trovare la collocazione della materia prima in esubero, sia in Europa che in Italia».
Il dato del prezzo del latte crudo alla stalla è infatti fortemente negativo in tutto il Nord Italia, con un ribassamento avviato ad agosto 2025 (il mese in cui sono entrati in vigore i dazi statunitensi, ndr) che ha assunto proporzioni allarmanti soprattutto nel passaggio da dicembre a gennaio: in Veneto, ad esempio, il costo medio di 100 litri è calato di un 9% (da 55,50 euro a 50,50) nel giro di un mese, in Lombardia del 9.7% (da 55 a 49,66), in Emilia Romagna del 10.2% (da 54 a 48,50). «Le vendite hanno subito una forte flessione perché tutti hanno lo stesso problema e quindi, per non buttare, propongono condizioni fortemente al di sotto del costo addirittura al solo prezzo di raccolta – prosegue la lettera – Si stanno orientando in tanti a ripristinare le quote e a ritirare il latte senza le maggiori produzioni e con forti decurtazioni sul conferito». Un’analisi che trova d’accordo anche il presidente della federazione degli allevatori trentini Giacomo Broch, che segnala come ci si trovi di fronte a un fenomeno internazionale: «È una crisi europea e mondiale – commenta – Il Trentino non è un’isola felice esente da un mercato fortemente globalizzato. Si produce troppo latte e di conseguenza anche il nostro mercato è intasato».
Un problema di non facile soluzione, tanto che l’appello di Latte Trento è addirittura quello di ridurre la quantità di latte prodotto: «Vi chiediamo, nel limite del possibile, di diminuire la produzione – scrive Costa – intervenendo sull’abbandono degli animali problematici o poco performanti e su tutto ciò che si può fare nella gestione economica della mandria per migliorare costi e ricavi, facendo attenzione a non produrre di più con spese che non verranno ripagate dal minor reddito». Broch, su questo fronte, preferisce non sbilanciarsi, ammettendo però che qualcosa a livello internazionale è cambiato: «Non sono un economista quindi non so quali interventi porterebbero attualmente invertire questo trend – dichiara – Quello che so è che un anno fa il problema era la mancanza di latte, adesso ne siamo invasi, e questo è molto strano. Da qualche parte questo latte è arrivato». Al momento, l’unica certezza è che per il settore i prossimi saranno dei tempi davvero complicati, più di quanto non lo siano stati negli ultimi anni: «Abbiamo davanti i mesi più difficili e qualsiasi accorgimento in questa direzione aiuta a gestire la criticità – conclude la lettera di Costa – I nostri conferimenti di latte dei soci sono in forte e costante crescita da 30 mesi, mese su mese e anno su anno. Il tutto per condividere il momento difficile e per cercare di gestire tutti insieme al meglio la situazione in attesa di tempi migliori».
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