L'intervista
mercoledì 7 Gennaio, 2026
La sociologa Valeria Verdolini: «La mia utopia contro le diseguaglianze ha un punto di partenza: abolire il carcere»
di Francesco Barana
L'ultimo libro ispirato a Franco Basaglia: «Liberalizzare visti e passaporti. Se i migranti non devono pagare i trafficanti avranno più risorse per integrarsi subito»
«Questo libro è la storia di un’utopia, uno spazio di prova, un laboratorio mentale in cui diventano pensabili possibilità che ancora non esistono» scrive Valeria Verdolini, sociologa, attivista e docente all’Università di Milano, nel quarto di copertina del suo saggio «Abolire l’impossibile – Le forme della violenza, le pratiche delle libertà» (Add Editore) presentato a Trento poche settimane fa.
«Utopia come metodo per indicare una strada poi realisticamente percorribile» dice a «il T Quotidiano» Verdolini, prendendo in prestito Franco Basaglia («Con cui sento di avere un debito culturale») e il suo «Utopia della realtà».
Verdolini, lei scrive che la nostra società è caratterizzata da forme di viole...
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