La storia

sabato 30 Maggio, 2026

La mamma di Abrar Jarrar, suicida in carcere: «Aveva una vita davanti». Il legale: «Era in difficoltà, le dissi di tenere duro»

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La famiglia valuta l'autopsia: «Sul corpo segni non compatibili». Per l’avvocato il punto centrale è che «quello non era il posto per lei»
Non si dà pace la famiglia di Abrar Jarrar, la giovane di 21 anni morta dopo un tentativo di suicidio nel carcere di Trento, e vuole capire fino in fondo quanto è successo nella casa circondariale di Spini di Gardolo, tanto che stanno valutando di richiedere l’autopsia al pm competente. «È una cosa che con la famiglia stiamo valutando – conferma l’avvocato Giovanni Bertoletti, che era il legale della ragazza e ora ne assiste i parenti – Al momento della visita alla camera mortuaria mi hanno raccontato di aver notato dei segni sul corpo della ragazza non compatibili con l’ipotesi dell’evento suicidario. Qualora fosse così è doveroso andare a fondo e comprendere cosa sia successo». Intanto la madre dell...

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