Cronaca

mercoledì 15 Luglio, 2026

Ha un infarto alla guida ed esce di strada. È morto Ferruccio Paolazzi, il re della grappa della val di Fiemme

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Aveva 87 anni. Il malore mentre era nel Bellunese. Il figlio Ivan: «Andava ancora a trovare i clienti»

Ferruccio aveva un grande sorriso e un grande cuore. Un cuore che ha smesso di battere ieri pomeriggio per un infarto fatale che lo ha colpito mentre era alla guida della sua auto sulla regionale 203 Agordina, nel territorio di Belluno. Ferruccio Paolazzi, 87enne originario della val di Cembra, era il fondatore della storica distilleria di grappa artigianale Distillerie Paolazzi di Cavalese e, nonostante l’età avanzata, ieri era impegnato nella promozione della grappa nei locali e negozi dell’Agordino. Stava rientrando a casa, quando alle 14.49 nel tratto fra Cencenighe e Avoscan si è sentito male uscendo di strada senza controllo. L’allarme al Sum 118 è stato dato nell’immediato dagli automobilisti che hanno assistito all’incidente. L’ambulanza è partita subito dall’ospedale Papa Luciani di Agordo e i soccorsi sono stati tempestivi, ma quando i soccorritori sono arrivati sul posto al medico legale non è rimasto che constatare il decesso e informare il magistrato di turno. Per Ferruccio non c’è stato nulla da fare e tutti i tentativi di rianimarlo sono stati inutili. Sul posto, sono arrivati anche la pattuglia dei carabinieri e i vigili del fuoco del distaccamento di Agordo. Nell’uscita di strada, Ferruccio non ha coinvolto nessun altro mezzo e non ci sono responsabilità di terzi. Semplicemente si è sentito male e, dopo l’ispezione cadaverica esterna, non dovrebbe tardare il nulla osta alla sepoltura da parte della Procura della Repubblica.

l dolore del figlio
«Siamo sconvolti. Fino all’ultimo giorno ha portato avanti la sua passione — è sconvolto il figlio Ivan — Ci ha lasciati facendo ciò che più amava. Continuava a essere presente, a seguire l’attività e andare a trovare i clienti, con l’entusiasmo e la dedizione di sempre». Ferruccio lascia il nipotino di appena cinque anni, con il quale aveva già iniziato a condividere il mestiere e i valori che hanno segnato la storia della sua azienda. «Per lui l’azienda era una grande famiglia. È stato un grande lavoratore, ma è sempre riuscito a conciliare l’attività con gli affetti — racconta —Era profondamente legato a me e adorava suo nipote, mio figlio. Con lui trascorreva ogni momento libero. Gli piaceva fare il nonno». Ferruccio aveva cominciato a vendere grappe in valle, dove invece il fratello vendeva il vino. Poi aveva aperto una piccola distilleria dove c’era l’hotel Garden e qualche tempo più tardi aveva comprato un terreno vicino. Così aveva avviato una produzione artigianale che riforniva i negozi tipici. Con pazienza e competenza ha saputo coniugare tradizione e innovazione, fino a fare dell’azienda un punto di riferimento nella produzione di grappe, distillati e liquori. Era l’anno 1965. Un’eredità costruita in una vita di lavoro e tramandata al figlio Ivan, che oggi prosegue con orgoglio il percorso nel solco dei valori trasmessi dal padre. «Lo ricorderemo come un uomo instancabile».

Il sindaco: «Grave perdita»
A Cavalese la notizia della scomparsa di Ferruccio si è sparsa ancora la sera. In tanti lo conoscevano, è stato anche assessore comunale con il sindaco Giorgio Fontana. Simpaticamente la comunità lo ricorda grande tifoso della Juventus, uomo attivo e simpatico. «È una grave perdita, era stimato e apprezzato da tutti», dice il sindaco di Cavalese Carlo Betta.

 

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