La storia

lunedì 2 Novembre, 2026

Kimi Antonelli, il talento nato per correre: la famiglia, i kart, Senna e la strada verso il titolo mondiale. «Resto quello di sempre, con il mio 12»

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A 20 anni conquista il titolo mondiale di Formula 1, ma non vuole cambiare: «È un nuovo punto di inizio». Da Sinner a Vasco Rossi, pioggia di elogi per il pilota emiliano

Il più giovane dei re, un gigante, un eterno Peter Pan, talento generazionale e mostro di precocità. Travolto da un magico destino e da una pioggia incessante di appellativi che i media di tutto il mondo gli hanno riservato, Kimi Antonelli, iridato di Formula 1 ad appena 20 anni, non si farà piegare dalla popolarità e dal successo. Ma da fresco campione resterà fedele a se stesso, al suo mondo e al suo stile, senza debordare o uscire di pista. La conferma che nulla cambierà dopo questa sbornia di gloria eterna sta in un numero. Niente numero 1 «rimarrò così, con il 12 sul cupolino. È un modo per me per rimanere con i piedi per terra. Mantenere quel numero è come un nuovo punto di inizio, in cui ricostruire e cercare di replicarsi. È un modo per restare concentrati per il prossimo anno», ha confessato Antonelli dopo le lacrime di gioia, il bagno di folla, gli abbracci della famiglia e degli amici, la foto storica con due icone come Lewis Hamilton e Max Verstappen che lo portano in spalla prima che la notte messicana cali su una giornata indimenticabile

«È stata una stagione incredibile, siamo stati molto consistenti. Ora cercheremo di finire bene: mancano ancora delle gare e sarebbe bello chiudere con dei bei risultati in vista del 2027», ha spiegato pensando all’immediato presente (nel prossimo weekend si corre a San Paolo) e custodendo gelosamente i suoi idoli che lo hanno ispirato fin dalle prime curve disegnate sui kart. «Ora arriva il Brasile e Ayrton Senna rimarrà sempre un modello di ispirazione, non solo come pilota ma anche come persona. Quest’anno, molte volte, mi sono riguardato un sacco di sue interviste per capire un po’ come approcciava le gare e l’anno. Sarà sempre, insieme alla mia famiglia, un punto di riferimento». Non sa che ora lo sarà anche lui, diventando stimolo per la generazione più giovane, anche per la sua umiltà. «Una cosa che mi hanno insegnato è cercare di rimanere se stessi – ha sottolineato -. Non importa quanto successo hai, dove ti trovi e dove corri. La cosa importantissima è rimanere sempre con i piedi per terra e godersi anche questi momenti. La foto con Max e Hamilton? La metterò sul muro di casa».

Da Jannik Sinner («Cosa sei riuscito a fare?») a Cesare Cremonini, disposto adesso a «riscrivere» il verso della sua canzone Marmellata #25 «da quando Senna non corre più non è più domenica», dall’amico Marco Bezzecchi («ci hai fatto sognare tutto l’anno») a Vasco Rossi, che lo ha definito «geniale, pazzesco ed emiliano doc», Antonelli ha raccolto parole di elogio e stima da un mondo trasversale, passando per chi la Formula 1 l’ha vissuta come Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente della Ferrari. «La cosa meravigliosa di questo ragazzo è la serenità e la semplicità, i piedi per terra e l’umiltà con cui ha saputo proporsi al pubblico – ha detto – ma al contempo quando si mette il casco è un ragazzo determinato, che non si arrende, che sa calcolare e spingere». Ora viene il bello, ma è proprio questo che affascina i suoi tifosi.

«Adesso per lui sarà difficile perché tutti pretenderanno che vinca ancora, prima di tutto lui stesso, e sarà difficile anche perché gli avversari ora lo conoscono e non lo potranno sottovalutare – ha sottolineato, sicuro che Kimi sia uno dei grandi fenomeni dello sport italiano -. Lo ha dimostrato, adesso è importante la gestione, perché non dimentichiamo che ha 20 anni».

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