Sono stati 8.958 gli infortuni sul lavoro denunciati in Trentino nel 2025. Un numero ancora elevato, ma in forte diminuzione rispetto ai 12.777 casi del 2010: in quindici anni le denunce sono scese di 3.819 unità, con una riduzione di quasi il 30 per cento. È quanto emerge dalla serie storica dell’Annuario statistico Ispat, elaborata sulla base dei dati dell’Inail, che fotografa gli infortuni denunciati dalle aziende dal 2010 al 2025.
Il confronto più recente mostra però una situazione sostanzialmente stabile. Nel 2024 gli infortuni denunciati erano complessivamente 9.325, mentre nel 2025 sono scesi a 8.958: 367 casi in meno, pari a una diminuzione di circa il 4 per cento.
La riduzione riguarda sia gli uomini sia le donne. Gli infortuni denunciati tra i lavoratori maschi passano dai 6.000 del 2024 ai 5.788 del 2025, mentre quelli relativi alle lavoratrici scendono da 3.325 a 3.170. La componente maschile continua comunque a rappresentare quasi due terzi del totale.
Il confronto con il 2010 restituisce un calo ancora più evidente. Quell’anno le denunce erano 8.872 tra gli uomini e 3.905 tra le donne, per un totale di 12.777. Nel 2025 i valori sono rispettivamente 5.788 e 3.170.
Nel settore dell’agricoltura, nel 2025, sono stati denunciati complessivamente 646 infortuni, 565 tra gli uomini e 81 tra le donne. Nel 2010 erano stati 929, dunque anche in questo comparto il dato mostra una diminuzione significativa.
L’insieme di industria e servizi concentra invece la parte più consistente degli incidenti, con 6.341 denunce nel 2025: 4.169 relative a uomini e 2.172 a donne. Nel 2010 erano complessivamente 9.239.
Tra i singoli comparti, il dato più alto è quello delle attività manifatturiere, con 1.070 infortuni nel 2025, seguite dalle costruzioni, con 629 casi, e dal trasporto e magazzinaggio, con 515.
Il settore delle costruzioni continua dunque a presentare una forte componente maschile: dei 629 infortuni denunciati nel 2025, 619 hanno riguardato uomini e 10 donne. Nel 2010 le denunce erano state 1.333, di cui 1.310 relative a lavoratori maschi.
Un’altra fotografia significativa arriva dalla sanità e assistenza sociale, dove il rapporto tra uomini e donne è esattamente opposto rispetto alle costruzioni. Nel 2025 sono stati denunciati 657 infortuni, di cui 147 tra gli uomini e ben 510 tra le donne.
È un dato che riflette anche la forte presenza femminile nel comparto. Nel 2010 gli infortuni denunciati nel settore erano 424, con 74 casi tra gli uomini e 350 tra le donne.
Rilevante anche il dato di alloggio e ristorazione, con 432 denunce nel 2025: 211 relative a lavoratori e 221 a lavoratrici. Nel 2010 erano 740.
Il confronto tra il 2010 e il 2025 evidenzia una diminuzione particolarmente consistente in diversi comparti. Nelle costruzioni si passa da 1.333 a 629 denunce, mentre nelle attività manifatturiere da 1.529 a 1.070. Nel commercio il dato scende da 765 a 473, mentre nei servizi di alloggio e ristorazione passa da 740 a 432.
Non tutti i comparti, però, seguono la stessa traiettoria. Nella sanità e assistenza sociale, per esempio, le denunce passano dalle 424 del 2010 alle 657 del 2025. Anche istruzione e amministrazione pubblica presentano nel 2025 valori superiori a quelli registrati quindici anni prima.
Una quota importante continua inoltre a essere classificata tra le imprese non classificate, che nel 2025 registrano 1.510 denunce, 870 relative a uomini e 640 a donne.
Interessante anche il raffronto con il 2020, anno particolarmente condizionato dalla pandemia. In quell’anno le denunce complessive erano state 6.180, meno di quelle registrate sia nel 2024 sia nel 2025. Il dato va quindi letto alla luce della particolare situazione del mercato del lavoro e delle limitazioni alle attività produttive che caratterizzarono quell’anno.
Nel 2025, rispetto al 2020, gli infortuni denunciati sono aumentati di 2.778 casi, pari a circa il 45 per cento. Il confronto con il periodo pandemico, dunque, è poco indicativo della tendenza strutturale e rende più significativo il paragone con il 2010.
La serie storica restituisce così un quadro in chiaroscuro: in quindici anni gli infortuni denunciati sono diminuiti in modo consistente, ma nel 2025 in Trentino si contano ancora quasi 9 mila denunce. E la distribuzione per settore mostra come il rischio non sia omogeneo: cambia in funzione del tipo di attività, delle mansioni e della composizione della forza lavoro.
I dati si riferiscono agli infortuni sul lavoro denunciati dalle aziende all’Inail e non equivalgono quindi al numero di incidenti effettivamente avvenuti in assoluto. La serie Ispat-Inail costituisce tuttavia una fotografia significativa dell’andamento degli infortuni denunciati sul territorio provinciale nell’arco degli ultimi quindici anni.
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