La nota

mercoledì 3 Giugno, 2026

Inchiesta sulla diossina nel barbecue, dopo le polemiche interviene l’Anm: «Massima fiducia nei giudici e nei Pm, si rispetti il loro lavoro»

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La Giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati interviene dopo le critiche politiche e mediatiche sull’indagine che ha portato a 12 arresti tra Alto Adige, Austria e Croazia per il presunto traffico illecito di rifiuti

L’Associazione nazionale magistrati prende posizione sulle polemiche esplose dopo l’operazione «Carbone delle Alpi», l’inchiesta coordinata dalla Procura di Bolzano e dalla Direzione distrettuale antimafia di Trento che nei giorni scorsi ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari in carcere per un presunto sistema di traffico illecito di rifiuti legato agli impianti di cogenerazione di Versciaco e Lasa.

Con una nota, la Giunta distrettuale dell’Anm esprime «una ferma disapprovazione verso le dichiarazioni rese nei giorni scorsi da diversi esponenti politici, e riportate da pressoché tutti gli organi di stampa, in relazione all’indagine nota come “Carbone delle Alpi”».

L’associazione dei magistrati precisa di riferirsi «in particolare a quelle dichiarazioni rilasciate da rappresentanti politici locali e nazionali, da editorialisti ed editori, da magistrati in congedo e opinionisti vari che, con toni ora allarmati ora indignati, hanno espresso la loro preoccupazione sulla piega che ha preso l’indagine».

Nella nota vengono richiamate le critiche avanzate in questi giorni sull’operazione. «Ai vari opinionisti non piace la presunta spettacolarizzazione delle indagini e delle misure cautelari che sarebbero state eseguite con gran dispiego di forze dell’ordine e di elicotteri, neanche si trattasse di catturare un pericoloso boss mafioso quando si tratta, invece, di persone che non denotano affatto una “pericolosità sociale”», osserva l’Anm.

L’associazione cita inoltre le contestazioni relative alla competenza investigativa: «Che le indagini siano coordinate dalla Procura Distrettuale di Trento in luogo di quella di Bolzano, paventando quasi una incorporazione dell’Alto Adige nella provincia di Trento; che, dopo “Romeo”, si voglia imporre “a tutti i costi” l’idea che in Sudtirolo imperversi la mafia».

Tra i rilievi riportati nella nota vi è anche il tema della presunzione di innocenza: «Che la presunzione di colpevolezza ha soppiantato quella di innocenza, vieppiù all’indomani dell’esito del referendum al quale – è la logica conclusione – qualcuno dei personaggi coinvolti potrebbe pure aver votato NO, pentendosene».

L’Anm interviene quindi a difesa dell’operato della magistratura. «L’A.N.M. vuole rassicurare tutta la comunità coinvolta, anche solo come semplici cittadini del territorio, fugando ogni dubbio sulla qualità del lavoro e l’operosità dei magistrati del distretto ai quali non appartiene alcun intento di spettacolarizzare le indagini».

L’associazione sottolinea inoltre di non voler entrare nel merito dell’inchiesta, ma ribadisce «la massima fiducia nei giudici e nei pubblici ministeri che se ne stanno occupando, ai quali è indispensabile che sia garantita serenità di valutazione e di giudizio, anche in queste ore».

Infine l’invito rivolto al dibattito pubblico: «L’A.N.M. invita, pertanto, tutti ad esprimere le proprie legittime opinioni nel rispetto del lavoro di chi è chiamato ad assumere decisioni sulla libertà delle persone coinvolte».

L’operazione «Carbone delle Alpi» riguarda un presunto traffico illecito di rifiuti derivanti dai processi di gassificazione pirolitica degli impianti di teleriscaldamento di Versciaco e Lasa. Secondo l’accusa, materiale che avrebbe dovuto essere smaltito come rifiuto sarebbe stato commercializzato come carbone vegetale, terriccio, mangime e materiale per l’edilizia. Le accuse dovranno ora essere vagliate nel corso del procedimento giudiziario e tutti gli indagati restano da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.